15 dicembre, 2023

LA BCE NON TOCCA I TASSI: COSA SUCCEDE AI MUTUI

 La Banca Centrale Europea (BCE) chiude IL 2023 con una nota positiva, mantenendo invariati i tassi di interesse dopo due anni difficili. Questa decisione mira a sostenere l'economia e a frenare l'inflazione, al centro delle preoccupazioni dei PAesi UE negli ultimi tempi. La BCE ha quindi lasciato immutato il tasso di rifinanziamento al 4,50% e il tasso sui depositi al 4,25%, segnando la seconda pausa consecutiva nella serie di aumenti dei tassi.

La reazione immediata ai mercati è stata positiva, con l'aspettativa che i governi europei prendano ora misure concrete per promuovere la produzione e la crescita economica, oltre a razionalizzare le spese. Tuttavia, le opinioni sulle politiche monetarie, economiche e amministrative dei vari Paesi membri rimangono divergenti.

Attualmente, i tassi di interesse sui mutui e prestiti in Italia rimangono elevati, con un aumento registrato a ottobre 2023, e la Banca d'Italia segnala un lieve calo del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG). La situazione ha un impatto significativo sui finanziamenti a tasso variabile, influenzando la percezione del rischio e limitando gli investimenti.

Il 2023 è stato caratterizzato da un aumento del numero di famiglie che non sono riuscite a restituire una o più rate dei mutui, evidenziando le sfide economiche che molte famiglie stanno affrontando. Le previsioni più ottimistiche indicano un possibile calo del costo delle rate dei mutui a partire dalla metà o fine del 2024, quando si prevede che i tassi inizieranno a stabilizzarsi intorno al 5%.

Tuttavia, la BCE rimane cauta nei suoi passi e, nonostante lo stop agli aumenti dei tassi, continua a monitorare attentamente la situazione economica. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha sottolineato la dipendenza dai dati piuttosto che dai tempi, indicando che la politica monetaria rimarrà sufficientemente restrittiva per tutto il tempo necessario.

"Non abbiamo parlato per niente di taglio dei tassi, non crediamo che sia tempo di abbassare la guardia, c'è ancora lavoro da fare e quindi aspettiamo", ha chiarito la presidente, spiegando che la Bce resta "dipendente dai dati" e che sull'inflazione di fondo servono più informazioni che arriveranno solo nei prossimi mesi.

Gli investitori che hanno acquistato titoli, come i Btp italiani, hanno affrontato una crisi dovuta allo stop agli aumenti dei tassi. I Btp a dieci anni hanno registrato un calo dei rendimenti a causa della diminuzione dell'inflazione, generando preoccupazioni sulle possibili fughe di investitori.

La BCE è anche preoccupata per i salari negoziati, che sembrano superare il calo dell'inflazione, potenzialmente generando pressioni inflazionistiche future. Nel contesto di un'economia ancora non in crescita, questo fenomeno potrebbe creare un cortocircuito nel percorso verso la ripresa economica.

Intanto, la Commissione Europea ha espresso la necessità di riportare in Europa l'ex primo ministro italiano Mario Draghi, personalità di spicco e influenza riconosciuta unanimemente, per contribuire a ristabilire fiducia e competitività nel continente. Il 2024 sarà anche l'anno delle elezioni europee, un momento cruciale per definire il futuro economico e il progetto di integrazione europea. La scena politica ed economica europea è quindi destinata a essere al centro dell'attenzione nei prossimi mesi.

14 dicembre, 2023

Bonus Ristrutturazione bagno: mini-guida agli incentivi

Con l'ultima Legge di Bilancio, il governo ha esteso la possibilità di usufruire del bonus ristrutturazione per la casa, incluso il bonus per il bagno, fino al 31 dicembre 2024. Tuttavia, è stato introdotto un requisito importante: per accedere a questo beneficio, è necessario sostenere spese per il rinnovamento dell'impianto idrico-sanitario, avviando così una manutenzione straordinaria. Il bonus consiste in una detrazione fiscale del 50% dall'Irpef, come già avvenuto in passato.

Come usufruire del bonus bagno 2023? Secondo la normativa vigente e le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate, non tutti i lavori di ristrutturazione del bagno permettono di beneficiare della detrazione fiscale. Il bonus è applicabile per interventi di rinnovamento, messa a norma e rifacimento dell'impianto idrico-sanitario, rientranti nella categoria di manutenzione straordinaria. La sostituzione dei soli sanitari non qualifica per la detrazione, ma è possibile utilizzare il bonus idrico per tali interventi.

Il bonus è accessibile anche per chi effettua lavori finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche, estendendo l'applicazione del bonus al 75% anche ai lavori sui servizi igienici, come indicato in una circolare dell'Agenzia delle Entrate.

I benefici del bonus possono essere ottenuti tramite due modalità:

  1. Beneficio fiscale distribuito su 10 anni.
  2. Sconto in fattura.

Sconto in fattura, quando conviene? Per ottenere uno sconto immediato del 50% sulla somma spesa, è necessario soddisfare determinati requisiti, come la presentazione della comunicazione di inizio lavori prima del 17 febbraio 2023. In ogni caso, è consigliabile consultare un commercialista prima di avviare i lavori per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti necessari.

Cosa rientra nel bonus bagno? Le opere ammissibili nel bonus bagno includono:

  • Sostituzione dei sanitari.
  • Rifacimento delle piastrelle.
  • Installazione di nuovi impianti idraulici o elettrici.
  • Arredo e spese connesse a trasporto e montaggio.

Le ristrutturazioni devono comunque prevedere interventi di manutenzione straordinaria. Le spese sostenute per l'acquisto dei materiali, la posa in opera e la consulenza da professionisti sono detraibili.

Accedendo al bonus bagno, è possibile richiedere anche il bonus mobili, che nel 2024 sarà di 5000€, ridotto rispetto agli 8000€ precedenti.


Requisiti per Accedere al Bonus Ristrutturazione Bagno:

Per beneficiare del bonus ristrutturazione per il bagno, è essenziale soddisfare specifici requisiti e presentare la documentazione necessaria.

Secondo la normativa attuale, la detrazione può essere richiesta da tutti i soggetti che sostengono le spese per gli interventi di rifacimento dell'ambiente domestico. Questi interventi devono riguardare immobili adibiti a uso abitativo e non strutture commerciali o turistiche. I soggetti idonei includono i proprietari dell'immobile e i familiari.

Per quanto riguarda la documentazione richiesta, è necessario ottenere i permessi per la ristrutturazione presso il Comune in cui si trova l'immobile e presentare la Cila, ovvero la comunicazione di inizio lavori. È fondamentale fornire anche le copie dei bonifici bancari utilizzati per effettuare i pagamenti, i cosiddetti "bonifici parlanti". Questi bonifici devono contenere informazioni come il codice fiscale del richiedente la detrazione, quello della ditta che ha eseguito i lavori, la partita IVA e gli estremi della fattura.

È importante conservare tutti i dati relativi alla spesa, al tipo di intervento, ai dati catastali dell'immobile e al numero di rate eventualmente richieste. Tutte queste informazioni dovranno essere incluse nella dichiarazione dei redditi per garantire l'accettazione del beneficio.

Quando Chiedere il Bonus Idrico:

Per coloro che non soddisfano i requisiti per richiedere il bonus bagno, esiste la possibilità di avvalersi del bonus idrico, come indicato dall'Agenzia delle Entrate. Questo bonus, di mille euro, è disponibile per le persone fisiche residenti in Italia che sostituiscono su edifici esistenti parti di edifici o singole unità immobiliari. Gli interventi ammissibili includono la sostituzione di sanitari in ceramica con apparecchi a scarico ridotto, rubinetteria, soffioni e colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso di acqua limitato.

13 dicembre, 2023

Assicurazione sulla casa: solo 3 proprietari su 10 ne hanno una

 

Stipulare una polizza di protezione per la casa in Italia può essere una decisione importante, considerando i rischi associati a eventi naturali come alluvioni e frane, che sono particolarmente frequenti nel paese. Tuttavia, secondo l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), solo il 30% dei proprietari di immobili in Italia ha un'assicurazione sulla casa oltre a quella obbligatoria durante l'acquisto di un mutuo.

L'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) sostiene che questo basso tasso di assicurazione potrebbe essere dovuto alla sottovalutazione del rischio da parte degli italiani. Nonostante ciò, la crescente incidenza di eventi atmosferici estremi, come alluvioni e frane, rende sempre più necessario considerare l'assicurazione per la casa.

I costi dell'assicurazione sulla casa possono variare in base a diversi fattori, tra cui la località dell'immobile, il suo valore, la tipologia di edificio e la superficie dell'abitazione. In media, il costo annuale si aggira tra 150 e 200 euro, ma può aumentare notevolmente a seconda delle coperture aggiuntive richieste, arrivando anche a 600 euro o più.

Le polizze assicurative per la casa offrono una gamma di coperture che vanno oltre i danni causati da incendi ed esplosioni. Possono includere la protezione contro furti, danni causati da calamità naturali e la responsabilità civile per danni a terzi. Inoltre, esistono diverse tipologie di polizze, tra cui la polizza a primo rischio assoluto, la polizza a valore intero e la polizza a primo rischio relativo.

La polizza a primo rischio assoluto offre copertura completa per danni inferiori o uguali al massimale indicato nel contratto. La polizza a valore intero assicura il reale valore economico dell'immobile e dei beni al suo interno. La polizza a primo rischio relativo è un'opzione intermedia, in cui si assicura una percentuale del valore complessivo dei beni.

È possibile detrarre il 19% del premio assicurativo per la polizza casa dalla dichiarazione dei redditi, ma questa agevolazione si applica solo alle polizze stipulate o rinnovate dopo il 1° gennaio 2018. Tuttavia, per le polizze "multirischio", la detrazione riguarda solo la componente relativa agli eventi atmosferici estremi.

Va notato che i danni derivanti da negligenza, colpa o dolo del proprietario potrebbero non essere coperti dalla polizza. Ad esempio, danni causati da mancata manutenzione potrebbero non essere rimborsati.

In sintesi, l'assicurazione sulla casa in Italia può essere considerata essenziale, specialmente dati i rischi associati a eventi naturali, e i costi variano in base alle esigenze individuali e alle caratteristiche dell'immobile.

12 dicembre, 2023

CONTRATTO DI AFFITTO VIA WHATSAPP: È VALIDO?

 



Il detto latino "Verba volant, scripta manent" afferma che le parole volano via, ma ciò che è scritto rimane. In un'epoca in cui le conversazioni avvengono principalmente attraverso le app di messaggistica istantanea, come WhatsApp, la validità dei contratti stipulati tramite questi mezzi è una questione rilevante. Contrariamente alla prassi più tradizionale, l'utilizzo di WhatsApp per redigere contratti di affitto è riconosciuto come valido.

In assenza di specifiche leggi che richiedano procedure diverse, le conversazioni su WhatsApp possono costituire un mezzo legittimo per formalizzare accordi tra locatori e locatari. Sebbene non sia la pratica più comune, è importante che la comunicazione sia chiara e contenga tutte le informazioni necessarie. In questo modo, in caso di dispute, si riducono al minimo spazi d'ombra e possibili interpretazioni errate.

La chat su WhatsApp può essere considerata una prova valida in sede processuale, a condizione che mostri chiaramente gli accordi tra le parti. Nel caso in cui la chat non fornisca informazioni sufficienti in caso di controversie, si dovrà fare affidamento alle procedure tradizionali stabilite dal Codice Civile. In ogni caso, la chiarezza e l'esaurienza delle informazioni in una chat sono fondamentali per garantire la validità e l'applicabilità del contratto di affitto.

11 dicembre, 2023

Bankitalia, per agenti immobiliari stretta mutui al top da 2014

 


lI panorama del mercato immobiliare in Italia, secondo il Sondaggio congiunturale della Banca d'Italia, evidenzia attualmente difficoltà significative nell'ottenere un mutuo per l'acquisto di un'abitazione, situazione non registrata dal 2014. Gli agenti immobiliari sottolineano che nel terzo trimestre la quota di coloro che ritengono stabili le quotazioni immobiliari è rimasta preponderante al 61,3%, ma si è ampliato il divario negativo tra coloro che segnalano aumenti e coloro che segnalano riduzioni dei prezzi.

Particolarmente preoccupanti sono i dati che indicano un aumento della quota di agenti che rilevano una diminuzione delle quotazioni immobiliari, che è salita al 28,6% rispetto al trimestre precedente (dal 25,5%). Tale trend negativo è più accentuato nelle regioni del Centro-Sud.

Il contesto complessivo è caratterizzato da tempi di vendita e sconti medi rimasti stabili su livelli contenuti, mentre la domanda rimane debole. Gli agenti immobiliari esprimono una prevalenza di giudizi negativi sulla riduzione del numero di potenziali acquirenti rispetto a quelli positivi.

Per quanto riguarda i canoni di locazione, si registra un aumento nel terzo trimestre, sebbene si mantengano stabili nel trimestre in corso. Tuttavia, le prospettive per il mercato immobiliare continuano a peggiorare sia a livello locale che nazionale.

La congiuntura attuale riflette una sfida significativa per chi cerca di acquistare una casa, con un contesto di incertezza e difficoltà di accesso al credito. La situazione potrebbe richiedere un'attenta valutazione delle politiche e delle strategie nel settore immobiliare per mitigare gli impatti negativi e stimolare la ripresa del mercato.

Fonte: Ansa

10 dicembre, 2023

Vendite ancora in picchiata: -10,4% da luglio a settembre

Il picco record di 800,000 case vendute nel 2022 è ormai un lontano ricordo. L'impennata dei tassi di interesse da un lato e l'aumento dei prezzi al metro quadro dall'altro hanno messo a dura prova il mercato immobiliare residenziale quest'anno. Nonostante la contrazione, il settore abitativo ha resistito meglio rispetto al crollo del segmento commerciale (non residenziale), che ha registrato una diminuzione del 60% nei primi nove mesi del 2023.

Secondo l'Osservatorio dell'Agenzia delle Entrate, pubblicato ieri, dopo il -16% nel secondo trimestre del 2023 rispetto all'anno precedente, le compravendite continuano a diminuire anche nel terzo trimestre, con oltre il 10% in meno di case vendute. Questo calo potrebbe intensificarsi in caso di peggioramento delle crisi economica e geopolitica. Le previsioni degli esperti indicano un mercato in decisa contrazione anche nei prossimi mesi, con il rischio concreto che alla fine del 2023 il numero totale delle transazioni scenda sotto la soglia delle 700,000 unità vendute.

Attualmente, nel corso dei primi nove mesi, sono state quasi 508,000 le case passate di mano. Nel terzo trimestre del 2023, in Italia, il calo delle transazioni nelle otto principali città italiane per popolazione, indicatori dello stato del mercato generale, è stato del 10,3%, in linea con il dato nazionale. Ciò si traduce in circa 2,700 abitazioni acquistate in meno rispetto allo stesso trimestre del 2022 nei principali centri urbani, mentre su tutto il territorio nazionale sono state vendute 157,000 case, circa 18,000 in meno rispetto alle 175,000 del terzo trimestre 2022.


I tassi di variazione tendenziale nel settore immobiliare registrano andamenti negativi in tutte le grandi città, con Firenze e Roma in testa ai cali, rispettivamente -17,9% e -13%. Torino e Palermo seguono con una diminuzione del 10% circa, mentre a Bologna si osserva un decremento del 9,6%. Milano e Genova mostrano una diminuzione dell'8,5% e del 7,9%, rispettivamente. Napoli è l'unica a sfiorare la stabilità con una variazione del -1,9%. Le compravendite di abitazioni nei comuni non capoluogo superano la media, con una riduzione del 10,8%, mentre i comuni capoluogo subiscono una flessione del 9,5%.

Il trend negativo è più accentuato nel Nord Est e al Centro, con cali rispettivamente del -12,9% e del -12,6%. Nel Nord Ovest, la diminuzione si attesta al -10,3%, influenzata dalle perdite nei comuni non capoluogo (-11,1%). Al Sud si registra un calo del 7,3%, distribuito equamente tra comuni minori e comuni capoluogo (rispettivamente -7,2% e -7,5%). Nelle Isole, la diminuzione è più contenuta, pari al -6,3%.

La vendita di case di dimensioni più ampie è più difficoltosa rispetto a quelle di dimensioni contenute, particolarmente ambite come forma di investimento, soprattutto a Milano. L'analisi delle superfici abitative vendute indica una media di circa 107 metri quadri.

Il 95% delle compravendite è effettuato da persone fisiche, con il 62% delle unità acquistate usufruendo dell'agevolazione "prima casa," in calo rispetto al 65% del trimestre corrispondente del 2022. Solo il 41% è stato acquistato mediante mutuo, con un capitale di debito di circa otto miliardi di euro, circa 3,5 miliardi in meno rispetto all'omologo trimestre del 2022.

Il report di Nomisma indica una tendenza verso il mercato dell'affitto, con il 7,3% dei potenziali acquirenti che opta per la locazione. Tuttavia, il numero delle case affittate è in calo del 4,1%, con oltre 200,000 abitazioni affittate, secondo l'Agenzia delle Entrate. La pressione sulla locazione a lungo termine è esercitata dal successo degli affitti brevi, con un aumento dei contratti transitori (+4,3%) e per gli studenti (+6,5% per le locazioni di intere abitazioni, +15,5% per le locazioni di porzioni).

I prezzi delle abitazioni continuano a salire, con un aumento dello 0,7% nel secondo trimestre 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022, secondo l'Istat, trainati sia dal settore nuovo sia da quello dell'usato. 

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Fonte: Il Sole 24 Ore

08 dicembre, 2023

Inquinamento Acustico da Musica in Condominio: Legge, Regolamento e Suggerimenti Pratici



L'inquinamento acustico, soprattutto derivante da musica ad alto volume in orari in cui dovrebbe regnare il silenzio, può causare tensioni significative all'interno di un condominio. Per affrontare questa problematica, è essenziale considerare sia la normativa vigente che il buon senso, adottando approcci pratici. In questo articolo, esploreremo come gestire queste situazioni, tenendo conto delle leggi e dei regolamenti condominiali e offriremo alcuni consigli utili.


Normativa sulla Musica in Condominio: Legge e Regolamento

  1. Principio Generale del Codice Civile (Articolo 844): La legge stabilisce il divieto di arrecare disturbo ai vicini, in particolare durante le ore di riposo. Solitamente, queste fasce orarie vanno dalle 13 alle 15 e dalle 23 alle 8 del mattino. Durante tali periodi, ogni tipo di rumore, naturale o artificiale, dovrebbe essere ridotto o attenuato.

  2. Regolamento Condominiale: Ogni condominio possiede un proprio regolamento, il quale può dettagliare in modo più preciso cosa è permesso e cosa no all'interno delle abitazioni per evitare disturbi. Verificare se il regolamento condominiale contiene disposizioni specifiche riguardanti la musica o la suonabilità di strumenti musicali è essenziale.

Cosa Fare in Caso di Musica Ad Alto Volume: Suggerimenti Pratici

  1. Verifica del Regolamento: Controlla il regolamento del condominio per determinare se contiene indicazioni specifiche sull'ascolto della musica. Se presente, chiedi all'amministratore di far rispettare tali norme.


  2. Coinvolgimento dell'Amministratore: Se il regolamento non è esaustivo o il disturbo persiste, rivolgiti all'amministratore di condominio. Pur non avendo il potere di imporre sanzioni, l'amministratore può tentare di mediar tra le parti coinvolte.


  3. Fare Appello alla Legge: Se il problema persiste e supera i limiti della tollerabilità, si può fare appello alla legge. Segnala il disturbo alle forze dell'ordine o deposita una denuncia presso la Procura della Repubblica.


  4. Risarcimento del Danno: In situazioni gravi, è possibile chiedere un risarcimento per il danno subito a causa del rumore. Tuttavia, è necessario dimostrare non solo l'esistenza del rumore, ma anche un effettivo impatto sulla qualità di vita.

Conclusione

L'inquinamento acustico da musica in condominio può generare tensioni, ma rispettare la legge e il regolamento condominiale è fondamentale. Utilizzando i mezzi disponibili e adottando un approccio rispettoso, è possibile trovare soluzioni che tutelino i diritti di tutti i condomini

Mutuo intestato a persona diversa dal proprietario: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si tratta di acquistare un immobile, capita spesso di chiedersi se il mutuo possa essere intestato a una persona diversa dal proprie...