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22 novembre, 2024

Che cos’è il preliminare di compravendita e perché è importante?

Quando si decide di acquistare una casa, si entra in un percorso complesso fatto di passaggi legali e burocratici, ciascuno con un ruolo preciso. 

Tra questi, il preliminare di compravendita, noto anche come compromesso, è uno step fondamentale per assicurarsi che l’accordo tra venditore e acquirente venga rispettato. 

Questo contratto rappresenta un impegno formale tra le parti e prepara il terreno per il successivo trasferimento di proprietà, il cosiddetto rogito notarile.


Preliminare di compravendita: cos’è e cosa prevede

Il preliminare è un accordo scritto in cui venditore e acquirente si impegnano reciprocamente a concludere la compravendita a una data futura. Sebbene non sia obbligatorio per legge, è una pratica molto diffusa perché offre garanzie a entrambe le parti, fissando in anticipo:

  • Il prezzo concordato per l’immobile.
  • I dettagli dell’immobile (ubicazione, descrizione, eventuali pertinenze).
  • Le condizioni di pagamento (ad esempio, l’acconto versato).
  • La data entro cui verrà stipulato il rogito notarile.

Questo documento, se ben redatto, riduce il rischio di controversie e protegge entrambe le parti da eventuali inadempienze.

Preliminare e compromesso: sono la stessa cosa?

Sì, i termini preliminare e compromesso sono sinonimi e indicano lo stesso tipo di contratto. Si tratta di un passaggio intermedio, che segue la proposta d’acquisto e precede il rogito notarile.

Quando il preliminare è valido e quali rischi ci sono?

Per essere considerato valido, il preliminare deve rispettare alcune condizioni:

  1. Forma scritta: il contratto deve essere redatto per iscritto, pena la nullità.
  2. Sottoscrizione di entrambe le parti.
  3. Chiarezza sui dettagli principali dell’accordo: il prezzo, l’immobile oggetto della compravendita e le condizioni devono essere ben specificati.

Nonostante il preliminare sia un impegno formale, ci sono circostanze che possono portare al suo annullamento, come:

  • Vizi nascosti dell’immobile, emersi dopo la firma.
  • Problemi economici del compratore, come il mancato ottenimento del mutuo.
  • Mancato rispetto delle condizioni stabilite da una delle due parti.

In caso di recesso non giustificato, chi rompe l’accordo può essere tenuto a risarcire i danni. Ad esempio, il venditore potrebbe trattenere la caparra, oppure l’acquirente può richiedere il doppio della caparra versata.

Quali sono i costi associati al preliminare?

Oltre al prezzo dell’immobile, ci sono alcuni costi da considerare legati al preliminare, tra cui:

  • Imposta di registro: attualmente pari allo 0,50% della caparra versata e al 3% degli acconti successivi.
  • Imposta di bollo: 16 euro per ogni quattro pagine del contratto.

Queste spese sono solitamente a carico dell’acquirente, che deve tenerle in considerazione nel budget complessivo.

Preliminare e rogito: quali differenze?

Il rogito notarile è il passaggio successivo al preliminare e sancisce il trasferimento definitivo della proprietà dal venditore all’acquirente. Mentre il preliminare impegna le parti, il rogito è il momento in cui l’acquirente diventa effettivamente proprietario dell’immobile.

Iter semplificato dell’acquisto di una casa:

  1. Proposta d’acquisto: è la prima manifestazione di interesse dell’acquirente.
  2. Preliminare di compravendita: fissa i dettagli e le condizioni dell’accordo.
  3. Rogito notarile: trasferisce la proprietà e completa l’acquisto.

È possibile registrare il preliminare?

Sì, il preliminare può (e in alcuni casi deve) essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. La registrazione garantisce una maggiore tutela legale e impedisce al venditore di vendere l’immobile ad altri.

Conclusioni

Il preliminare di compravendita è uno strumento fondamentale per chiunque desideri acquistare un immobile. Protegge entrambe le parti e stabilisce le regole del gioco, riducendo i rischi legati all’acquisto. Tuttavia, data la complessità di questo passaggio, è sempre consigliabile affidarsi a un esperto, come un avvocato o un’agenzia immobiliare, per redigere il contratto e garantire che tutti gli aspetti legali siano gestiti correttamente.

Per approfondire, considera di consultare un notaio o un professionista del settore immobiliare che possa guidarti in ogni fase del processo.

19 novembre, 2024

Rapporto Nomisma 2024: una fotografia critica del mercato immobiliare italiano

Il recente Rapporto sull’Abitare 2024 di Nomisma offre un quadro preoccupante del mercato immobiliare italiano, evidenziando crescenti difficoltà economiche per le famiglie e dinamiche di mercato che rafforzano il divario tra proprietà e affitto. I

n un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dall’incertezza economica, emerge un forte rallentamento della capacità delle famiglie di accedere alla proprietà immobiliare, a favore di una domanda sempre più rivolta alle locazioni.

Accesso all'acquisto: un sogno per pochi

Secondo il rapporto, su circa tre milioni di famiglie italiane interessate all’acquisto di un’abitazione nell’arco di un anno, solo 980.000 hanno le risorse economiche sufficienti per farlo. Questo dato, pari a poco più del 32%, mette in evidenza la compressione del potere d'acquisto, frutto di redditi stagnanti, inflazione persistente e un mercato immobiliare che rimane teso. Il confronto con il 2020, quando il potere d’acquisto immobiliare era superiore di circa il 15%, evidenzia la gravità del trend.

L’ascesa della locazione: una scelta forzata

La difficoltà di acquistare casa ha spinto il 60% della domanda verso il mercato delle locazioni, già sotto pressione a causa dell’aumento costante dei canoni d’affitto. Nel 2024, i canoni medi di locazione sono cresciuti del 6% su base annua, un ritmo superiore all’incremento dei prezzi di vendita degli immobili, che si è fermato al 3,2% nello stesso periodo. Questo squilibrio sta aggravando le difficoltà delle famiglie locatarie, che destinano in media il 40% del proprio reddito disponibile al pagamento dell’affitto, contro il 30% del 2020.

Mutui in calo e redditi inadeguati

Nonostante il desiderio di acquistare casa resti elevato, il rapporto evidenzia una riduzione della percentuale di famiglie disposte a richiedere un mutuo: dal 77,9% del 2023 al 75,6% nel 2024. Questa "autoselezione" riflette la difficoltà di accesso al credito in un contesto di tassi di interesse elevati. Il costo medio di un mutuo a tasso fisso ha raggiunto il 5% nel 2024, contro il 2,2% del 2021, riducendo drasticamente la platea di famiglie che possono permetterselo.

Ristrutturazioni: il crollo degli incentivi pesa sul settore

Un altro segnale di criticità è il calo della domanda di ristrutturazioni, legato alla riduzione dei bonus edilizi. Secondo il rapporto Nomisma, la contrazione delle agevolazioni fiscali, come il Superbonus 110%, comporterà un taglio di 97,3 miliardi di euro nel valore delle ristrutturazioni entro il 2026. Oltre 3,5 milioni di famiglie potrebbero rinunciare a interventi pianificati, con effetti negativi sia sul valore aggiunto del settore edilizio sia sull’occupazione: si stima una perdita di 300.000 posti di lavoro nei prossimi due anni.

Le conseguenze si riflettono anche su progetti di efficienza energetica e sostenibilità: l’interruzione o riduzione degli interventi penalizzerà i risparmi energetici, con un potenziale aumento delle emissioni di CO₂ stimato in 4,7 milioni di tonnellate annue.

Prospettive 2025: un mercato in contrazione

Guardando al 2025, le prospettive per il mercato immobiliare italiano rimangono incerte. La legge di bilancio prevede un ritorno degli investimenti in ristrutturazioni ai livelli pre-2011, con una spesa stimata intorno ai 14 miliardi di euro annui, in netto calo rispetto ai picchi di 56 miliardi del triennio 2020-2022. Questo ridimensionamento porterà a una perdita stimata di 17 miliardi di valore aggiunto.

Il quadro complessivo disegnato dal Rapporto Nomisma 2024 è quello di un mercato immobiliare sempre più segmentato, dove la proprietà immobiliare rischia di diventare un lusso riservato a pochi, mentre l’affitto si afferma come la principale – e spesso unica – opzione per una larga parte della popolazione. Interventi strutturali per incentivare l’accesso alla casa, sia in proprietà che in locazione, saranno fondamentali per riequilibrare un settore strategico per l’economia italiana.

23 luglio, 2024

Cosa paga chi vende una casa? Tutti i costi e le tasse

Una delle domande più frequenti da parte dei proprietari che intendono vendere la loro abitazione è: "Quali costi deve sostenere chi vende una casa?" Di solito, non ci sono imposte obbligatorie per il proprietario sulla vendita dell'immobile, salvo alcune eccezioni, come nel caso di eredità o transazioni che generano plusvalenze. Inoltre, se il venditore è un'impresa e la vendita è soggetta a IVA, l’imposta di registro, catastale e ipotecaria è fissa a 200 euro ciascuna, con IVA al 10% o al 22% per immobili di lusso (ridotta al 4% per la prima casa). 


Infine, se la vendita è mediata da un’agenzia immobiliare, il venditore deve pagare una provvigione concordata.

Quanto Costa Vendere Casa: Le Spese Preliminari

Costi Estetici e Pubblicitari: Migliorare l’aspetto della casa può aumentarne il valore e attrarre potenziali acquirenti. Questi costi possono includere ritocchi estetici, fotografie, video e volantini pubblicitari. Se ci si affida a un’agenzia immobiliare, questi costi sono generalmente a carico dell'agenzia stessa.

Relazione Tecnica di Compravendita: Verificare la conformità urbanistica, la regolarità catastale e l’agibilità dell’immobile sono passaggi cruciali. Questi costi possono includere la realizzazione dell’attestato di prestazione energetica (APE), obbligatorio per la vendita e redatto da un'azienda specializzata.

Chi Paga il Notaio?

Secondo l’articolo 1475 del Codice Civile, le spese notarili per il contratto di vendita sono a carico dell’acquirente. Se il venditore è un privato, le imposte catastali e ipotecarie sono di 50 euro ciascuna, mentre l’imposta di registro è del 9% del valore catastale dell’immobile, con un minimo di 1000 euro. Se il venditore è un’impresa e la vendita è soggetta a IVA, le imposte fisse sono di 200 euro ciascuna con IVA al 10% o al 22% per abitazioni di lusso. È possibile derogare queste regole inserendo una clausola nel contratto che preveda la divisione equa delle spese tra acquirente e venditore.

La Provvigione dell’Agenzia Immobiliare

La provvigione dell'agenzia immobiliare varia in base al mercato e al prezzo dell’immobile. Generalmente, questa percentuale si basa sul prezzo finale di vendita e può essere concordata in anticipo con l’agenzia. Rivolgersi a professionisti qualificati può facilitare la vendita in tempi brevi, evitando la svalutazione dell’immobile.

Le Tasse per Chi Vende una Casa Ereditata

Chi vende una casa ereditata deve prima pagare le imposte di successione, calcolate nella dichiarazione di successione con percentuali variabili tra il 4% e l’8% in base al grado di parentela con il defunto. Inoltre, è necessario pagare l’imposta catastale (1% del valore dell’immobile) e l’imposta ipotecaria (2%), con un importo fisso di 200 euro. Anche in caso di donazione, si applicano gli stessi costi, eventualmente accompagnati da una polizza assicurativa per la sicurezza della donazione.

Tasse sulla Vendita di una Casa

Se la casa viene venduta dopo 5 anni dall’acquisto, il proprietario non deve pagare l’IRPEF sulla plusvalenza. Se invece la vendita avviene entro i 5 anni, l’IRPEF è dovuta con aliquote che variano dal 23% al 43%, o l’imposta sostitutiva del 26%, raccolta dal notaio. Le agevolazioni fiscali ottenute devono essere restituite, inclusi gli interessi.

Vendita della Prima Casa

Chi vende la prima casa dopo 5 anni dall’acquisto è esente dal pagamento delle tasse sulla plusvalenza. Se la vendita avviene prima dei 5 anni, l’IRPEF è dovuta se la vendita genera una plusvalenza.

Vendita della Seconda Casa

Per la vendita della seconda casa, se questa è stata acquistata da oltre 5 anni, non ci sono tasse sulla plusvalenza. Se l’acquisto è avvenuto da meno di 5 anni, la plusvalenza è soggetta a tassazione, inserita tra i “redditi diversi” con un’imposta sostitutiva del 26%.

Domande Frequenti

Chi vende casa deve fare il 730? No, l’importo ottenuto dalla vendita non va dichiarato nel 730. Le imposte sulla plusvalenza devono essere pagate direttamente al notaio.

Vendere una casa implica una serie di costi e considerazioni fiscali. È importante essere ben informati e, se necessario, consultare un professionista per gestire al meglio tutte le procedure e le spese correlate.

01 marzo, 2024

Rexer: nuovo player nel mercato immobiliare

Rexer è un'agenzia immobiliare "di nuova generazione" nata dalla partnership tra Intesa Sanpaolo, Homepal e Bper Banca, ispirata al modello delle rinomate Postbank Immobilien e McMakler tedesche.

Monica Regazzi, responsabile finanza e strategia, commenta: "Il mercato sta mostrando un crescente interesse per l'uso dei canali digitali, e Rexer risponde a questa tendenza con un modello multi-canale che soddisfa le esigenze dei clienti su tutto il territorio nazionale."

Per il 2024, Regazzi prevede investimenti significativi per il lancio e lo sviluppo di Rexer: "Stimiamo di investire 4,5 milioni di euro in marketing e sviluppo commerciale, oltre a circa 2,5 milioni in tecnologia. Il nostro Piano di crescita del personale prevede un aumento di circa 30 nuove assunzioni nel corso dell'anno, di cui 25 agenti immobiliari."

Andrea Lacalamita, amministratore delegato, descrive l'approccio di Rexer come "warmtech", un connubio tra tecnologia e umanità, che integra il modello tradizionale con quello digitale. "I nostri clienti sono assistiti nella compravendita immobiliare da 60 agenti immobiliari presenti in 16 agenzie situate nelle 8 principali città italiane, oltre a 16 agenti immobiliari operanti in modalità remota. Il nostro nuovo sito offre una guida completa alla nostra offerta."

Rexer si propone dunque come un'innovativa agenzia immobiliare che abbraccia le potenzialità della tecnologia senza trascurare l'importanza del rapporto umano, offrendo ai clienti un servizio completo e su misura in tutto il territorio nazionale.

21 febbraio, 2024

Mercato immobiliare in ripresa

Il panorama immobiliare ha risentito delle lunghe fasi di tassi di interesse elevati, lasciando il segno in vario modo. Le politiche restrittive delle banche centrali hanno avuto conseguenze tangibili sui mercati immobiliari privati a partire dal finire del 2022. Secondo l'analisi di Nuveen, nel corso del 2023 abbiamo assistito a un crollo significativo nel volume delle transazioni immobiliari, in concomitanza con una diminuzione dei rendimenti. Tuttavia, vi è ottimismo, con Saira Malik, CIO di Nuveen, che prevede una potenziale ripresa in alcuni segmenti.

Il 2023 è stato caratterizzato da un drastico calo del 48% nel volume delle transazioni immobiliari rispetto all'anno precedente, accompagnato da rendimenti negativi per cinque trimestri consecutivi, registrando una diminuzione del 16,39% nell'intero periodo. In particolare, gli immobili ad uso ufficio hanno suscitato scarsa fiducia tra gli investitori, secondo le segnalazioni di Nuveen.

Nonostante le sfide, il settore immobiliare offre ancora opportunità interessanti. Nonostante i mercati azionari siano in prossimità dei massimi storici, esiste un considerevole "dry powder" pronto per essere impiegato. Ci si attende una rinascita nell'attività di transazione, specialmente se le banche centrali opteranno per tagli dei tassi di interesse nel corso dell'anno. Questo scenario rende i flussi di cassa prevedibili del settore immobiliare un'attrattiva fonte di reddito diversificato per gli investitori, potenzialmente ravvivando l'interesse per questa asset class e favorendone la ripresa nei trimestri a venire. Le opportunità si delineano nei settori del retail, dell'edilizia residenziale e dell'immobiliare privato.

Siamo ottimisti riguardo al potenziale sovra-rendimento del retail globale nel 2024. Negli Stati Uniti, la disponibilità di immobili commerciali per negozi di alimentari e beni di prima necessità ha toccato minimi storici, e il trend che vede i rivenditori espandere i loro punti vendita verso le periferie ha rappresentato un vantaggio per i proprietari degli immobili. In Europa, le attività retail al di fuori dei centri urbani godono di fondamentali solidi e presentano interessanti opportunità di investimento. Nei mercati dell'Asia-Pacifico, la forte domanda nel settore retail è trainata soprattutto dal turismo, mentre i consumi interni beneficiano di un robusto mercato del lavoro.

I prezzi immobiliari sono spinti al rialzo da una domanda che supera l'offerta in tutto il mondo, creando uno scenario in cui i potenziali acquirenti di case devono affrontare prezzi in continua ascesa. L'accessibilità abitativa a prezzi accessibili diventa quindi una priorità urgente, richiedendo soluzioni basate su partnership solide tra pubblico e privato. Negli Stati Uniti, le abitazioni a prezzi accessibili hanno dimostrato di resistere meglio durante le fasi di recessione economica, rendendole una scelta appropriata in periodi di rallentamento della crescita.

Infine, l'immobiliare privato offre rendimenti competitivi e una significativa diversificazione nei portafogli degli investitori, con correlazioni storicamente negative rispetto ad azioni e obbligazioni, rendendolo un'importante componente di allocazione diversificata.

06 febbraio, 2024

🏠 Scopri le Tendenze del Mercato Immobiliare del 2024!

L'inizio del nuovo anno è accompagnato dalle riflessioni degli esperti del mercato immobiliare, i quali delineano le prospettive future basandosi sugli avvenimenti del 2023. Le dinamiche macroeconomiche, in particolare i tassi di interesse, hanno influenzato le transazioni immobiliari nell'anno passato, con una contrazione evidente. Tuttavia, le previsioni per il 2024 mostrano segnali moderatamente positivi per vari settori immobiliari, benché sia necessario esercitare cautela. Vediamo nel dettaglio cosa prevedono gli esperti per il mercato immobiliare nel 2024 e quali settori meritano particolare attenzione.

Mercato immobiliare residenziale

Secondo le analisi condotte dall'ufficio studi Tecnocasa, il 2023 si è concluso con una contrazione delle compravendite nel settore immobiliare residenziale rispetto all'anno precedente. Si stima che circa 680.000 transazioni siano state effettuate, un numero che potrebbe ulteriormente diminuire nel 2024 arrivando a 650.000, con un possibile aumento dei prezzi fino al 2%. Nonostante ciò, questi numeri testimoniano la resilienza del mercato. I tassi di interesse ancora elevati, ma con prospettive di miglioramento nel 2024, insieme alla prudenza delle istituzioni finanziarie, rendono l'accesso al credito ancora difficile, soprattutto per chi necessita di finanziamenti consistenti.

Fabiana Megliola, Responsabile dell'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sottolinea che ciò potrebbe portare a una riduzione dei prezzi, soprattutto per le proprietà più comuni e di dimensioni maggiori. Tuttavia, le proprietà di lusso e quelle di nuova costruzione, in ottimo stato ed efficienti, potrebbero mantenere prezzi stabili o addirittura registrare aumenti. La disponibilità di nuove costruzioni potrebbe essere maggiore nelle grandi città rispetto all'hinterland e ai capoluoghi di provincia, dove i costi di costruzione più elevati potrebbero rallentare il mercato.

Secondo Megliola, i prezzi subiranno l'influenza della disponibilità di proprietà sul mercato. La realizzazione di nuove costruzioni potrebbe essere più frequente nelle grandi città, mentre potrebbe rallentare nelle aree periferiche e nei centri urbani più piccoli, dove i costi di costruzione potrebbero non essere convenienti per garantire una domanda adeguata. Si prevede un ribasso dei prezzi anche per le proprietà che necessitano di ristrutturazioni significative.

Le scelte di investimento nel settore immobiliare residenziale potrebbero essere influenzate da questo scenario. Gli investimenti rimarranno cruciali, sia per la locazione a breve che a lungo termine, ma potrebbero essere più selettivi, con un'attenzione maggiore alla solidità finanziaria degli inquilini, specialmente per le locazioni a lungo termine. Le località turistiche potrebbero continuare a registrare una buona domanda, specialmente per la locazione a breve termine, nonostante la diminuzione degli acquisti registrata negli ultimi anni. Tuttavia, la mancanza di offerta potrebbe portare a un aumento dei canoni di locazione, che potrebbero non essere sostenibili nel lungo periodo.

Investimenti immobiliari

Secondo Savills Investment Management, nel 2024 diversi settori offriranno opportunità vantaggiose per gli investimenti immobiliari. Settori come il residenziale in affitto e la logistica mostrano dinamiche favorevoli, con una crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e sociale. Il debito immobiliare rappresenta anche un'interessante opportunità di investimento, offrendo rendimenti stabili e una protezione contro le situazioni di sotto-performance.

Uffici

Secondo le analisi di JLL, il mercato dell'office leasing mostra un focus crescente sulla qualità degli spazi e sulla sostenibilità ambientale. Nonostante il consolidamento dei modelli di lavoro ibridi, si osserva un significativo ritorno negli uffici, specialmente a Milano. Si prevede una razionalizzazione degli spazi aziendali, con un aumento delle sublocazioni e una maggiore richiesta di spazi di qualità in zone ben servite e collegate.

Settore immobiliare di lusso

Il mercato degli immobili di lusso dovrebbe mantenere la sua solidità anche nel 2024. Nel contesto milanese, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, il settore residenziale di alto livello ha visto una leggera contrazione nel 2023, ma ha comunque mantenuto un volume significativo di transazioni. Il fatturato generato dalle vendite è aumentato leggermente rispetto all'anno precedente, con prezzi medi che si attestano su livelli elevati. L'aumento dell'offerta di abitazioni di lusso sta mostrando segnali di crescita, anche se modesti.

Il rallentamento delle compravendite è stato previsto già dai trimestri precedenti e dovrebbe continuare nel 2024. Ciò è attribuibile a una fase di crescita post-COVID seguita da un contesto economico meno favorevole, con un aumento dei tassi di interesse e un atteggiamento più cauto da parte delle banche nell'erogare finanziamenti. Tuttavia, l'impatto sui prezzi degli immobili di lusso è difficile da predire e potrebbe manifestarsi in modo ritardato.

Le conseguenze dei movimenti dei tassi di interesse saranno rilevanti per il settore immobiliare di lusso. Nonostante alcune aspettative di stabilità nei rendimenti, l'incertezza economica potrebbe continuare a influenzare le decisioni di investimento nel 2024. Tuttavia, per il mercato residenziale di lusso a Milano, le previsioni sono più caute che pessimistiche, con una prospettiva di stabilità nei prezzi di vendita.

Previsioni per il settore delle costruzioni

Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il settore delle costruzioni ha registrato un calo dei permessi a costruire nel terzo trimestre del 2023, con una tendenza al ribasso che si protrae anche nel 2024. Questo settore, afferma Giovanni Pelazzi, Presidente di Argenta SOA, è tra i più colpiti dall'attuale contesto economico, con ulteriori contrazioni previste per il prossimo anno.

Le incertezze legate alla proroga delle misure di incentivazione fiscale per il settore edile continuano a influenzare negativamente l'attività. In particolare, la mancata concessione dei crediti fiscali potrebbe mettere a rischio la tenuta delle imprese meno solide, causare crisi di liquidità e portare alla sospensione di numerosi progetti di costruzione e riqualificazione.

Nonostante questo scenario negativo, alcuni esperti ritengono che ci siano opportunità di ripresa per il settore delle costruzioni nel 2024. Una diminuzione dei tassi di interesse potrebbe ridurre il costo del credito per imprese e famiglie, stimolando gli investimenti privati. Tuttavia, si prevede che la ripresa potrebbe manifestarsi solo nella seconda metà del 2024, soprattutto grazie agli investimenti infrastrutturali previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

08 dicembre, 2023

Otto motivi per scegliere un agente immobiliare invece di fare da soli...


  1. Un numero crescente di proprietari sembra sempre più deciso a perseguire la strada della "vendita tra privati" evitando di affidarsi a un'agenzia immobiliare. Le motivazioni possono essere molteplici ma molto spesso finiscono per coincidere: sopravalutazione delle proprie competenze in materia, volontà di risparmiare, rifiuto concettuale dell'agenzia ("in fin dei conti cosa fate di diversi rispetto a quello che potrei fare io?") più altre varie ed eventuali dai connotati più o meno personali. La verità è che se c'è una percentuale non irrilevante di compravendite che vengono concluse tra privati, la maggior parte del mercato viene comunque fatto funzionare dalle agenzie che sono in grado di offrire una serie di servizi preclusi all'operatore privato.
    Diamo un'occhiata nel dettaglio:
  2. Esperienza e competenza: Gli agenti immobiliari sono professionisti del settore con una conoscenza approfondita del mercato immobiliare locale. Possono fornire informazioni precise sulle proprietà disponibili, i quartieri, i prezzi di mercato e le tendenze. Le agenzie hanno anche software professionali dedicati, abbonamenti a portali, possibilità di fare rete nel caso di alcuni franchising e di collaborare con altre agenzie (come Remax che ne fa un modus operandi obbligatorio).

  3. Accesso a un ampio database di proprietà: Le agenzie immobiliari hanno accesso a un vasto database di proprietà disponibili. Ciò consente agli acquirenti di risparmiare tempo nella ricerca di case che soddisfino i loro criteri poiché gli agenti possono fornire una selezione mirata.


  4. Assistenza nella valutazione dei prezzi: Gli agenti immobiliari possono aiutare gli acquirenti a valutare correttamente il valore di una proprietà, prendendo in considerazione vari fattori come la posizione, le condizioni della casa e le recenti transazioni immobiliari nella zona.


  5. Negoziazione: Gli agenti immobiliari sono esperti nella negoziazione e possono aiutare a ottenere il miglior prezzo possibile per una casa. Possono gestire le trattative con il venditore e rappresentare gli interessi dell'acquirente durante il processo di contrattazione.


  6. Semplificazione delle pratiche burocratiche: L'acquisto di una casa comporta una serie di documenti e pratiche burocratiche. Gli agenti immobiliari possono guidare gli acquirenti attraverso questo processo, assicurandosi che tutte le formalità siano gestite correttamente e tempestivamente.


  7. Risparmio di tempo ed energie: La ricerca di una casa può essere un processo lungo e impegnativo. Gli agenti immobiliari possono semplificare questo processo, riducendo il carico di lavoro per gli acquirenti e aiutandoli a concentrarsi su proprietà che soddisfino realmente le loro esigenze.


  8. Accesso a risorse di finanziamento e professionisti del settore: Le agenzie immobiliari spesso hanno partnership con istituti finanziari e professionisti del settore, come avvocati e ispettori immobiliari. Questo può semplificare ulteriormente il processo di acquisto, fornendo agli acquirenti accesso a risorse affidabili.


  9. Assistenza post-vendita: Dopo la chiusura dell'affare, gli agenti immobiliari possono continuare a fornire supporto, ad esempio assistendo con eventuali problemi post-vendita o fornendo consigli su miglioramenti e servizi locali.

In molti trovano vantaggioso affidarsi a un'agenzia immobiliare per la loro esperienza, risorse e supporto nell'acquisto di una casa. Tuttavia, è importante scegliere un'agenzia affidabile e professionale per massimizzare i benefici di questa collaborazione. Alla fine si tratta "solamente" di un'operazione che coinvolge il principale bene fisico di milioni di italiani, quindi attenzione, prudenza e far lavorare i professionisti.



Mutuo intestato a persona diversa dal proprietario: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si tratta di acquistare un immobile, capita spesso di chiedersi se il mutuo possa essere intestato a una persona diversa dal proprie...