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18 luglio, 2024

Tassi medi sui mutui ai minimi da 18 mesi: la parola ad ABI

A giugno, il tasso medio sui nuovi mutui ipotecari per le famiglie è sceso al 3,56%, segnando il valore più basso da dicembre 2022. Anche i tassi sul credito alle imprese hanno registrato una flessione, calando in media al 5,25%.




Incertezza economica e aumento dei depositi

Nonostante il calo dei tassi, l'incertezza economica e geopolitica continua a influenzare le decisioni finanziarie di famiglie e imprese, che preferiscono mantenere una maggiore liquidità nei loro conti correnti. Questo comportamento riflette una combinazione di resilienza e prudenza in un contesto incerto.

Le mosse della BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) sembra intenzionata a posticipare ulteriori tagli dei tassi di interesse, probabilmente fino a settembre o dicembre. Questa decisione è influenzata dall'incertezza geopolitica, dalle tensioni internazionali e dalla corsa ai dazi.

Cosa emerge dal report di Abi

Il report dell'Abi evidenzia una "stabilizzazione" nella discesa dei tassi di mercato. Sebbene i tassi sui mutui siano scesi ai livelli più bassi degli ultimi 18 mesi, la tendenza al ribasso sembra essersi arrestata.

Diminuzione della domanda di prestiti

Con il rallentamento della ripresa post-pandemia, la domanda di prestiti continua a diminuire, anche se questo trend negativo sta rallentando. A giugno 2024, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi dell'1,7% rispetto a un anno prima.

Raccolta diretta e indiretta in aumento

La raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, è aumentata di circa 213 miliardi tra maggio 2023 e maggio 2024. Anche la raccolta diretta complessiva è risultata in aumento del 3,0% su base annua a giugno 2024.

Crediti deteriorati in leggero calo

I crediti deteriorati netti sono leggermente diminuiti a maggio 2024, raggiungendo i 30,3 miliardi di euro. Rispetto al loro livello massimo del 2015, sono in calo di 166 miliardi.

Il commento dell’Abi

Secondo Gianfranco Torriero, vicedirettore generale vicario dell'Abi, gli investimenti vengono rinviati in un quadro di incertezza. La tendenza a mantenere maggiore liquidità non investita riguarda anche le imprese e riflette sia una maggiore resilienza sia una maggiore prudenza.

Il report dell'Abi dipinge così un quadro complesso e in evoluzione del mercato dei mutui e del credito. Nonostante i tassi ai minimi da 18 mesi, l'incertezza economica e geopolitica spinge famiglie e imprese a risparmiare, mentre la BCE potrebbe rimandare ulteriori tagli dei tassi.


21 giugno, 2024

IMMOBILE EREDITATO: COSA FARE SE CI SONO ABUSI?

Gli immobili ereditati spesso presentano abusi edilizi o non sono conformi alle normative urbanistiche, un problema diffuso e persistente in Italia. Questo può portare gli eredi a dover affrontare le conseguenze di tali abusi e procedere alla loro sanatoria per evitare sanzioni. Ecco una guida su come gestire un immobile abusivo ereditato.

Quando è abuso edilizio?

Un abuso edilizio si verifica quando un intervento di costruzione o ristrutturazione viene eseguito senza le necessarie autorizzazioni amministrative, compromettendo la sicurezza e la regolarità giuridica. Gli illeciti possono includere:

  • Interventi senza titolo abilitativo: opere realizzate senza concessioni.
  • Interventi in totale difformità: lavori che non rispettano le autorizzazioni rilasciate.
  • Interventi in parziale difformità: abusi minori che rispettano parzialmente il titolo abilitativo.
  • Variazioni essenziali: modifiche significative alle caratteristiche dell’intervento edilizio originale.

Immobile abusivo e successione ereditaria

Un immobile abusivo non può essere venduto o donato legalmente, ma la successione ereditaria non è vietata. Gli eredi, pur non essendo responsabili penalmente per abusi commessi dal defunto, possono trovarsi a dover sanare la situazione. In molti casi, gli eredi scelgono di rinunciare all’eredità per evitare conseguenze amministrative legate agli abusi edilizi.

Cosa fare se si eredita una casa abusiva?

Ereditare una casa abusiva comporta varie problematiche legali e amministrative. La prima azione da intraprendere è comprendere la natura dell'abuso edilizio. Consultare un tecnico qualificato (geometra, architetto o ingegnere) è fondamentale per valutare lo stato dell’immobile e raccogliere tutta la documentazione necessaria, inclusi i titoli abilitativi esistenti e i piani urbanistici del Comune.

Come sanare un abuso edilizio ereditato?

Sanare un abuso edilizio ereditato è responsabilità degli eredi, anche se l’abuso risale a molti anni fa. Le principali procedure sono:

  • Condono edilizio: regolarizza abusi edilizi avvenuti entro una certa data mediante pagamento di un’oblazione.
  • Sanatoria edilizia: prevede la sanatoria dell'abuso entro 90 giorni dall'accertamento, con costi variabili.

Per regolarizzare l’immobile, è essenziale rivolgersi a un professionista che possa eseguire una perizia tecnica e avviare le pratiche necessarie. Una volta accertata la sanabilità dell’abuso, occorre presentare la domanda di sanatoria al Comune con tutta la documentazione richiesta e pagare le sanzioni previste.

Abuso edilizio ereditato: le sanzioni previste

Il Testo Unico sull’Edilizia prevede diverse sanzioni per abuso edilizio, che possono coinvolgere anche gli eredi:

  • Sanzioni pecuniarie:
    • Fino a 10.329 euro per inosservanza di norme e permessi.
    • Da 5.164 a 51.645 euro per lavori eseguiti senza permesso o nonostante l’ordine di sospensione.
    • Da 15.493 a 51.645 euro per lottizzazione abusiva o interventi in zone vincolate.
  • Sanzioni amministrative:
    • Confisca dell’immobile in caso di mancata demolizione.
    • Multa pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile per mancata o difforme segnalazione di inizio lavori, non inferiore a 516 euro.

Ereditare un immobile abusivo può essere complesso, ma con la giusta consulenza e procedendo correttamente, è possibile sanare la situazione e regolarizzare l’immobile. Consultare un avvocato o un notaio esperto in successioni è un passo fondamentale per affrontare queste problematiche in modo sicuro e conforme alla legge.

23 febbraio, 2024

Smart Building: il 64% degli italiani non ne sa niente

La rivoluzione dell'edilizia "smart" è ben più di un semplice incentivo statale. Nonostante l'interesse costante degli italiani per la casa, la consapevolezza riguardo alle abitazioni efficienti, tecnologicamente avanzate e dotate di domotica è sorprendentemente bassa. Molte persone associamo gli "smart building" solo all'efficienza energetica, trascurando altri aspetti cruciali come il comfort e la comodità.

Una recente indagine condotta dalla Community Smart Building di The European House Ambrosetti ha evidenziato questa mancanza di conoscenza e consapevolezza. La stragrande maggioranza degli edifici italiani risale a prima del 1990, ma solo una piccola percentuale è consapevole di questa realtà. Anche il concetto di "smart building" è poco compreso, con la maggior parte delle persone che ha informazioni scarse o addirittura nulle in proposito.

Il recente Decreto CER del 24 gennaio 2024, che stabilisce incentivi per le comunità energetiche rinnovabili, è un passo avanti, ma molti rimangono ignoranti su cosa implichi. L'aumento dei costi di gestione degli edifici preoccupa molti, con la conseguenza che molte persone cercano di razionare i consumi o di migliorare l'efficienza energetica attraverso piccoli interventi come l'efficientamento dell'illuminazione o il rinnovo degli elettrodomestici.

iniziamo con la consapevolezza riguardo alla vetustà del nostro patrimonio immobiliare. In Italia, l'81,4% delle abitazioni risale a prima del 1990, una percentuale significativamente più alta rispetto ad altri paesi come la Spagna (61,9%), la Francia (72,9%) e la Germania (85,2%). Tuttavia, solo una piccola percentuale della popolazione ha una comprensione precisa di questa situazione: meno del 7% degli intervistati ha risposto correttamente, mentre un altro 35% si avvicina, stimando che tra il 60 e l'80% degli edifici nazionali sia stato costruito prima del 1990.

La conoscenza sui concetti legati agli edifici intelligenti rimane altrettanto scarsa. Il 64,1% degli italiani ha informazioni limitate o nulle riguardo agli "smart building", mentre solo il 35% si divide tra coloro che ne hanno sentito parlare (29,2%) e chi si considera ben informato (6,7%).

Nonostante l'entrata in vigore del Decreto CER il 24 gennaio 2024, che dovrebbe incentivare le comunità energetiche rinnovabili con una capacità incentivabile di 7 GW, uno su tre non sa esattamente di cosa si tratti. L'aumento dei costi relativi alla gestione degli edifici preoccupa molti italiani, con il 44% del campione molto preoccupato e il 38% abbastanza preoccupato. Per contrastare tali aumenti, molti stanno adottando misure come il razionamento dei consumi (55%), il miglioramento dell'illuminazione (40,7%) e il rinnovo degli elettrodomestici (32,1%).

L'età gioca un ruolo significativo in questo contesto, con i contatori intelligenti diffusi nel 44% dei millennials (età compresa tra i 25 e i 44 anni) e solo nel 12,7% dei boomer (età tra i 67+ anni) e dei baby boomer (età tra i 60 e i 66 anni). Secondo il Politecnico di Milano, l'installazione di smart meter potrebbe portare a una riduzione annuale di 100 euro delle spese legate all'acqua per abitazione, il che rappresenta il 30,7% del totale. Tuttavia, ancora un italiano su cinque non utilizza alcun strumento per gestire in modo intelligente la risorsa idrica.

L'importanza economica del settore è evidente. Secondo il primo report pubblicato dalla Community Smart Building lo scorso anno, l'innovazione potrebbe portare a una riduzione del 20-22% della spesa energetica delle famiglie, insieme a una diminuzione del 4-5% dei consumi idrici e delle emissioni nel settore edilizio, con una percentuale compresa tra il 19 e il 28%. Tuttavia, tutto ciò richiede una progettazione integrata che favorisca le filiere industriali e gli ecosistemi.

Attualmente, considerando l'intera catena produttiva degli edifici intelligenti, ci sono circa 350.000 aziende coinvolte, dalle fasi di progettazione alla fornitura di know-how e servizi fino alla produzione di prodotti. Queste aziende generano un fatturato complessivo di 130 miliardi di euro, supportando 626.000 posti di lavoro e contribuendo con un valore aggiunto di 40 miliardi di euro all'economia. Questo settore ha un effetto moltiplicatore significativo sull'economia, pari a 2,87. In altre parole, ogni 100 euro investiti direttamente nella filiera degli edifici intelligenti attivano ulteriori 187 euro nella filiera collegata. In termini di occupazione, il moltiplicatore è di 2,78, il che significa che ogni 100 unità di lavoro dirette nel settore degli edifici intelligenti portano a ulteriori 178 unità di lavoro nelle filiere correlate.

22 febbraio, 2024

Classe Energetica B: Comfort e Efficienza al Centro dell'Abitare


L'acquisto di una casa in classe energetica B offre una serie di vantaggi legati all'efficienza energetica e al comfort abitativo. Situandosi tra le soluzioni più efficienti (classe A) e quelle meno performanti, le abitazioni in classe B rappresentano un equilibrio ottimale tra consumi energetici contenuti e una gestione sostenibile delle risorse. Esaminando più da vicino le caratteristiche di queste case, è possibile apprezzare il loro contributo a un bilancio energetico più equilibrato.


Cos'è la classe energetica B?

La classe energetica B indica un livello di efficienza energetica che si colloca tra i 31 e i 50 kWh di energia utilizzata per metro quadrato all'anno per le operazioni di riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria. Questo si traduce in un consumo moderato di risorse, garantendo un buon bilancio energetico complessivo.

A differenza di una casa in classe C, che consuma tra 51 e 70 kWh/mq/anno, e di una casa in classe G, con un consumo superiore ai 160 kWh/mq/anno, le abitazioni in classe B offrono prestazioni energetiche di alto livello, pur senza raggiungere l'avanzata complessità tecnica delle case di classe A.

Come arrivarci? Per portare una casa alla classe energetica B, è possibile adottare una serie di interventi mirati, che variano a seconda della classe energetica di partenza dell'edificio. Partendo da una categoria più vicina alla classe B, come la classe C, gli interventi necessari potrebbero essere meno invasivi rispetto a quelli richiesti partendo da una classe più bassa come la G.

Tra gli interventi possibili ci sono il miglioramento dell'isolamento termico delle pareti e del tetto, la sostituzione dei sistemi di riscaldamento con soluzioni più efficienti, l'utilizzo di lampadine a LED a basso consumo e la sostituzione delle finestre con infissi a bassa emissività.

Quali case non si potranno vendere? Secondo la Direttiva Case Green approvata dal Parlamento Europeo, entro il 2030 gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E, e entro il 2033 la classe D. Gli interventi per migliorare le prestazioni energetiche dovranno essere eseguiti al momento della vendita dell'immobile o durante la ristrutturazione dell'edificio, come indicato dalla direttiva.

15 febbraio, 2024

Mutuo bisettimanale: di cosa si tratta?

Con l'aumento della domanda di mutui per l'acquisto di una prima casa, diventa cruciale per i potenziali acquirenti valutare attentamente le condizioni offerte nei contratti di prestito.

Una tendenza sempre più diffusa è quella del mutuo bisettimanale, che si discosta dal tradizionale schema di pagamento mensile in dodici rate annuali. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Il mutuo bisettimanale prevede il rimborso delle rate ogni due settimane anziché mensilmente. Questo significa che durante l'arco di un anno, con le sue 52 settimane, si effettuano 26 pagamenti.

Le rate di un mutuo bisettimanale sono la metà di quelle di un mutuo standard. Pertanto, nonostante il numero totale di pagamenti sia superiore, il cliente paga in definitiva l'equivalente di 13 rate all'anno, anziché 12.

Questo schema di pagamento può offrire benefici significativi a lungo termine. Ad esempio, in un mutuo decennale, il cliente potrebbe ripagare l'intero importo del prestito in 9 anni e 2 mesi anziché in 10 anni, risparmiando così sui tassi d'interesse nel complesso.

Tuttavia, è importante valutare attentamente se questa opzione sia adatta alle proprie esigenze finanziarie e di gestione del denaro, considerando eventuali vincoli e costi aggiuntivi associati al mutuo bisettimanale.

In sintesi, mentre il mutuo bisettimanale può offrire vantaggi in termini di risparmio sui interessi e riduzione del periodo di rimborso, è fondamentale consultare un esperto finanziario e analizzare attentamente le proprie circostanze prima di prendere una decisione .

In una prospettiva a lungo termine, il mutuo bisettimanale offre l'opportunità di risparmiare considerevolmente. Consideriamo ad esempio un cliente che ha optato per un prestito decennale.

Grazie al meccanismo del mutuo bisettimanale, questo cliente potrebbe estinguere l'intero debito in 9 anni e 2 mesi anziché in 10 anni. La riduzione del periodo di rimborso si traduce in un risparmio sui tassi d'interesse complessivi, rendendo questa forma di mutuo un'opzione vantaggiosa per coloro che mirano a una gestione finanziaria oculata e a una riduzione del costo totale del prestito nel tempo.

06 febbraio, 2024

🏠 Scopri le Tendenze del Mercato Immobiliare del 2024!

L'inizio del nuovo anno è accompagnato dalle riflessioni degli esperti del mercato immobiliare, i quali delineano le prospettive future basandosi sugli avvenimenti del 2023. Le dinamiche macroeconomiche, in particolare i tassi di interesse, hanno influenzato le transazioni immobiliari nell'anno passato, con una contrazione evidente. Tuttavia, le previsioni per il 2024 mostrano segnali moderatamente positivi per vari settori immobiliari, benché sia necessario esercitare cautela. Vediamo nel dettaglio cosa prevedono gli esperti per il mercato immobiliare nel 2024 e quali settori meritano particolare attenzione.

Mercato immobiliare residenziale

Secondo le analisi condotte dall'ufficio studi Tecnocasa, il 2023 si è concluso con una contrazione delle compravendite nel settore immobiliare residenziale rispetto all'anno precedente. Si stima che circa 680.000 transazioni siano state effettuate, un numero che potrebbe ulteriormente diminuire nel 2024 arrivando a 650.000, con un possibile aumento dei prezzi fino al 2%. Nonostante ciò, questi numeri testimoniano la resilienza del mercato. I tassi di interesse ancora elevati, ma con prospettive di miglioramento nel 2024, insieme alla prudenza delle istituzioni finanziarie, rendono l'accesso al credito ancora difficile, soprattutto per chi necessita di finanziamenti consistenti.

Fabiana Megliola, Responsabile dell'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sottolinea che ciò potrebbe portare a una riduzione dei prezzi, soprattutto per le proprietà più comuni e di dimensioni maggiori. Tuttavia, le proprietà di lusso e quelle di nuova costruzione, in ottimo stato ed efficienti, potrebbero mantenere prezzi stabili o addirittura registrare aumenti. La disponibilità di nuove costruzioni potrebbe essere maggiore nelle grandi città rispetto all'hinterland e ai capoluoghi di provincia, dove i costi di costruzione più elevati potrebbero rallentare il mercato.

Secondo Megliola, i prezzi subiranno l'influenza della disponibilità di proprietà sul mercato. La realizzazione di nuove costruzioni potrebbe essere più frequente nelle grandi città, mentre potrebbe rallentare nelle aree periferiche e nei centri urbani più piccoli, dove i costi di costruzione potrebbero non essere convenienti per garantire una domanda adeguata. Si prevede un ribasso dei prezzi anche per le proprietà che necessitano di ristrutturazioni significative.

Le scelte di investimento nel settore immobiliare residenziale potrebbero essere influenzate da questo scenario. Gli investimenti rimarranno cruciali, sia per la locazione a breve che a lungo termine, ma potrebbero essere più selettivi, con un'attenzione maggiore alla solidità finanziaria degli inquilini, specialmente per le locazioni a lungo termine. Le località turistiche potrebbero continuare a registrare una buona domanda, specialmente per la locazione a breve termine, nonostante la diminuzione degli acquisti registrata negli ultimi anni. Tuttavia, la mancanza di offerta potrebbe portare a un aumento dei canoni di locazione, che potrebbero non essere sostenibili nel lungo periodo.

Investimenti immobiliari

Secondo Savills Investment Management, nel 2024 diversi settori offriranno opportunità vantaggiose per gli investimenti immobiliari. Settori come il residenziale in affitto e la logistica mostrano dinamiche favorevoli, con una crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e sociale. Il debito immobiliare rappresenta anche un'interessante opportunità di investimento, offrendo rendimenti stabili e una protezione contro le situazioni di sotto-performance.

Uffici

Secondo le analisi di JLL, il mercato dell'office leasing mostra un focus crescente sulla qualità degli spazi e sulla sostenibilità ambientale. Nonostante il consolidamento dei modelli di lavoro ibridi, si osserva un significativo ritorno negli uffici, specialmente a Milano. Si prevede una razionalizzazione degli spazi aziendali, con un aumento delle sublocazioni e una maggiore richiesta di spazi di qualità in zone ben servite e collegate.

Settore immobiliare di lusso

Il mercato degli immobili di lusso dovrebbe mantenere la sua solidità anche nel 2024. Nel contesto milanese, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, il settore residenziale di alto livello ha visto una leggera contrazione nel 2023, ma ha comunque mantenuto un volume significativo di transazioni. Il fatturato generato dalle vendite è aumentato leggermente rispetto all'anno precedente, con prezzi medi che si attestano su livelli elevati. L'aumento dell'offerta di abitazioni di lusso sta mostrando segnali di crescita, anche se modesti.

Il rallentamento delle compravendite è stato previsto già dai trimestri precedenti e dovrebbe continuare nel 2024. Ciò è attribuibile a una fase di crescita post-COVID seguita da un contesto economico meno favorevole, con un aumento dei tassi di interesse e un atteggiamento più cauto da parte delle banche nell'erogare finanziamenti. Tuttavia, l'impatto sui prezzi degli immobili di lusso è difficile da predire e potrebbe manifestarsi in modo ritardato.

Le conseguenze dei movimenti dei tassi di interesse saranno rilevanti per il settore immobiliare di lusso. Nonostante alcune aspettative di stabilità nei rendimenti, l'incertezza economica potrebbe continuare a influenzare le decisioni di investimento nel 2024. Tuttavia, per il mercato residenziale di lusso a Milano, le previsioni sono più caute che pessimistiche, con una prospettiva di stabilità nei prezzi di vendita.

Previsioni per il settore delle costruzioni

Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il settore delle costruzioni ha registrato un calo dei permessi a costruire nel terzo trimestre del 2023, con una tendenza al ribasso che si protrae anche nel 2024. Questo settore, afferma Giovanni Pelazzi, Presidente di Argenta SOA, è tra i più colpiti dall'attuale contesto economico, con ulteriori contrazioni previste per il prossimo anno.

Le incertezze legate alla proroga delle misure di incentivazione fiscale per il settore edile continuano a influenzare negativamente l'attività. In particolare, la mancata concessione dei crediti fiscali potrebbe mettere a rischio la tenuta delle imprese meno solide, causare crisi di liquidità e portare alla sospensione di numerosi progetti di costruzione e riqualificazione.

Nonostante questo scenario negativo, alcuni esperti ritengono che ci siano opportunità di ripresa per il settore delle costruzioni nel 2024. Una diminuzione dei tassi di interesse potrebbe ridurre il costo del credito per imprese e famiglie, stimolando gli investimenti privati. Tuttavia, si prevede che la ripresa potrebbe manifestarsi solo nella seconda metà del 2024, soprattutto grazie agli investimenti infrastrutturali previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

18 gennaio, 2024

Il mutuo a tasso fisso diventa più conveniente: vediamo come

Il mutuo a tasso fisso diventa più conveniente e le rate iniziano a scendere dopo le corse al rialzo degli ultimi mesi del 2023. La previsione è che con il nuovo corso intrapreso dalle banche centrali che hanno allentato la stretta monetaria, il costo dei mutui possa continuare a decrescere.


La riduzione dei tassi reali dei mutui registrata nel mese di dicembre rispecchia le attese dei mercati riguardo una pausa ai rialzi del costo del denaro, decisa dalle banche centrali nelle riunioni degli ultimi mesi dell’anno”, spiegano gli esperti del gruppo Bnl Bnp Paribas. C’è prudenza rispetto a una riduzione dei tassi nel breve termine “poiché la strategia in termini di riduzione dell’inflazione non è ancora giunta completamente a termine”.

Tassi di Interesse in Europa:

Negli ultimi mesi, i tassi di interesse per i mutui in Europa sono saliti al 4,5% in poco più di un anno.

L'inflazione in diminuzione e il rallentamento dell'economia potrebbero spingere la Banca centrale europea a ridurre i tassi.

Gli analisti prevedono il primo taglio di 25 punti base a marzo, seguito da ulteriori tagli a giugno e nella seconda metà del 2024.

Mutui a Tasso Fisso:

Il tasso fisso è diventato più conveniente, con una tendenza al ribasso delle rate.

Il tasso interbancario di riferimento (Eurirs) utilizzato per i mutui a tasso fisso sta diminuendo, contribuendo a ridurre i costi dei prestiti.

Le prospettive indicano la possibilità di ulteriori riduzioni dei tassi di interesse.

Mutui a Tasso Variabile:

L'indice Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile, non mostra attualmente variazioni significative.

Simulazione di Risparmio sui Mutui:

Le simulazioni effettuate da Facile.it per conto del quotidiano Il Messaggero indicano che il miglior tasso fisso disponibile per un mutuo da 126.000 euro in 25 anni è al 3,36%, con una rata di 600,13 euro al mese.

Rispetto a tre mesi fa, chi stipula un mutuo a tasso fisso oggi può risparmiare circa il 10% sulla rata mensile.

Il risparmio su un periodo di 25 anni può arrivare a 18.858 euro.

Il Giornale riporta riporta invece i calcoli dell’ufficio studi di Telemutuo: considerando un finanziamento da 100mila euro, con il tasso fisso per i mutui slittato dal 3,67% al 3,05%, si va verso una rata mensile ridotta di 31,63 euro a 20 anni e ridotta di 33,28 euro a 30 anni. A fine ammortamento il risparmio è compreso tra 7.951 e 11.980 euro.

Tassi Fissi Medi e Risparmio:

I tassi fissi medi si attestano intorno al 3,5%, con una rata media di 630 euro.

Rispetto a ottobre, quando i tassi erano al 4%, il risparmio mensile è di quasi 40 euro, con un risparmio complessivo di 11.400 euro alla fine del finanziamento.

Effetto sui Settori Immobiliare e dei Prestiti:

L'abbassamento dei tassi di interesse potrebbe influenzare positivamente il settore immobiliare e il mercato dei prestiti che potrebbe portare a un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse, rendendo i mutui più convenienti per i consumatori. Di conseguenza, una possibile ripresa (per quanto prudente) del mercato immobiliare. 

Acquistare casa in costruzione: pro e contro

Quando si affronta la decisione di acquistare una casa, si aprono due possibilità: l'acquisto di un immobile già esistente o l'acquisto di una casa in fase di costruzione. In questo secondo caso, è importante esaminare attentamente i vantaggi e gli svantaggi, nonché le forme di tutela a disposizione degli acquirenti per prevenire eventuali rischi.

I Vantaggi dell'Acquisto di una Casa in Costruzione:

  1. Personalizzazione: L'acquirente ha la libertà di personalizzare l'abitazione secondo i propri gusti e esigenze, evitando lavori di ristrutturazione iniziali.
  2. Garanzia del Costruttore: L'acquirente è garantito dal costruttore nel caso in cui si riscontrino vizi o difetti di costruzione.
  3. Conformità alle Normative: Possibilità di acquistare una casa conforme alle più recenti normative in termini di sicurezza e risparmio energetico.

Gli Svantaggi dell'Acquisto di una Casa in Costruzione:

  1. Versamento Anticipato: Necessità di versare una somma di denaro prima che la casa sia completata.
  2. Ritardo nei Lavori: Possibile ritardo nell'esecuzione dei lavori.
  3. Difficoltà di Immaginazione: Complicazioni nel visualizzare la casa finita prima della sua conclusione.
  4. Rischio di Fallimento dell'Impresa: Possibilità di fallimento dell'impresa di costruzione dopo l'avvio del cantiere.

Forme di Tutela per gli Acquirenti:

  1. Contratto Preliminare di Compravendita: Dal 2019, obbligo di stipulare questo contratto dinnanzi al notaio per garantire la conformità alla legge.
  2. Garanzia Fideiussoria: La ditta venditrice deve consegnare all'acquirente una garanzia fideiussoria per il rimborso delle somme versate prima del trasferimento di proprietà.
  3. Polizza Assicurativa Decennale: L'impresa deve dimostrare di aver sottoscritto una polizza assicurativa decennale a garanzia dei danni derivanti dalla rovina totale o parziale dell'immobile.

Controlli da Effettuare:

  1. Contratto Preliminare di Compravendita Notarile: Garantisce il rispetto della normativa e la conformità alla legge.
  2. Polizza Assicurativa Decennale: Dimostra la copertura dei danni derivanti dalla rovina dell'immobile.
  3. Verifiche Stato di Avanzamento dei Lavori: Fondamentale per assicurarsi che i lavori procedano secondo i tempi previsti.
  4. Inserimento di una Data di Consegna nel Contratto: Garantisce tempi certi e specifica una penale per eventuali ritardi.

L'acquisto di una casa in costruzione può offrire molteplici vantaggi, ma richiede una valutazione attenta dei rischi e la presa di precauzioni adeguate per tutelare gli interessi dell'acquirente. In questi casi, trovare tecnici di fiducia dai quali farsi consigliare può sempre essere una buona soluzione.

Mutuo intestato a persona diversa dal proprietario: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si tratta di acquistare un immobile, capita spesso di chiedersi se il mutuo possa essere intestato a una persona diversa dal proprie...