23 febbraio, 2024

Smart Building: il 64% degli italiani non ne sa niente

La rivoluzione dell'edilizia "smart" è ben più di un semplice incentivo statale. Nonostante l'interesse costante degli italiani per la casa, la consapevolezza riguardo alle abitazioni efficienti, tecnologicamente avanzate e dotate di domotica è sorprendentemente bassa. Molte persone associamo gli "smart building" solo all'efficienza energetica, trascurando altri aspetti cruciali come il comfort e la comodità.

Una recente indagine condotta dalla Community Smart Building di The European House Ambrosetti ha evidenziato questa mancanza di conoscenza e consapevolezza. La stragrande maggioranza degli edifici italiani risale a prima del 1990, ma solo una piccola percentuale è consapevole di questa realtà. Anche il concetto di "smart building" è poco compreso, con la maggior parte delle persone che ha informazioni scarse o addirittura nulle in proposito.

Il recente Decreto CER del 24 gennaio 2024, che stabilisce incentivi per le comunità energetiche rinnovabili, è un passo avanti, ma molti rimangono ignoranti su cosa implichi. L'aumento dei costi di gestione degli edifici preoccupa molti, con la conseguenza che molte persone cercano di razionare i consumi o di migliorare l'efficienza energetica attraverso piccoli interventi come l'efficientamento dell'illuminazione o il rinnovo degli elettrodomestici.

iniziamo con la consapevolezza riguardo alla vetustà del nostro patrimonio immobiliare. In Italia, l'81,4% delle abitazioni risale a prima del 1990, una percentuale significativamente più alta rispetto ad altri paesi come la Spagna (61,9%), la Francia (72,9%) e la Germania (85,2%). Tuttavia, solo una piccola percentuale della popolazione ha una comprensione precisa di questa situazione: meno del 7% degli intervistati ha risposto correttamente, mentre un altro 35% si avvicina, stimando che tra il 60 e l'80% degli edifici nazionali sia stato costruito prima del 1990.

La conoscenza sui concetti legati agli edifici intelligenti rimane altrettanto scarsa. Il 64,1% degli italiani ha informazioni limitate o nulle riguardo agli "smart building", mentre solo il 35% si divide tra coloro che ne hanno sentito parlare (29,2%) e chi si considera ben informato (6,7%).

Nonostante l'entrata in vigore del Decreto CER il 24 gennaio 2024, che dovrebbe incentivare le comunità energetiche rinnovabili con una capacità incentivabile di 7 GW, uno su tre non sa esattamente di cosa si tratti. L'aumento dei costi relativi alla gestione degli edifici preoccupa molti italiani, con il 44% del campione molto preoccupato e il 38% abbastanza preoccupato. Per contrastare tali aumenti, molti stanno adottando misure come il razionamento dei consumi (55%), il miglioramento dell'illuminazione (40,7%) e il rinnovo degli elettrodomestici (32,1%).

L'età gioca un ruolo significativo in questo contesto, con i contatori intelligenti diffusi nel 44% dei millennials (età compresa tra i 25 e i 44 anni) e solo nel 12,7% dei boomer (età tra i 67+ anni) e dei baby boomer (età tra i 60 e i 66 anni). Secondo il Politecnico di Milano, l'installazione di smart meter potrebbe portare a una riduzione annuale di 100 euro delle spese legate all'acqua per abitazione, il che rappresenta il 30,7% del totale. Tuttavia, ancora un italiano su cinque non utilizza alcun strumento per gestire in modo intelligente la risorsa idrica.

L'importanza economica del settore è evidente. Secondo il primo report pubblicato dalla Community Smart Building lo scorso anno, l'innovazione potrebbe portare a una riduzione del 20-22% della spesa energetica delle famiglie, insieme a una diminuzione del 4-5% dei consumi idrici e delle emissioni nel settore edilizio, con una percentuale compresa tra il 19 e il 28%. Tuttavia, tutto ciò richiede una progettazione integrata che favorisca le filiere industriali e gli ecosistemi.

Attualmente, considerando l'intera catena produttiva degli edifici intelligenti, ci sono circa 350.000 aziende coinvolte, dalle fasi di progettazione alla fornitura di know-how e servizi fino alla produzione di prodotti. Queste aziende generano un fatturato complessivo di 130 miliardi di euro, supportando 626.000 posti di lavoro e contribuendo con un valore aggiunto di 40 miliardi di euro all'economia. Questo settore ha un effetto moltiplicatore significativo sull'economia, pari a 2,87. In altre parole, ogni 100 euro investiti direttamente nella filiera degli edifici intelligenti attivano ulteriori 187 euro nella filiera collegata. In termini di occupazione, il moltiplicatore è di 2,78, il che significa che ogni 100 unità di lavoro dirette nel settore degli edifici intelligenti portano a ulteriori 178 unità di lavoro nelle filiere correlate.

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