Visualizzazione post con etichetta Superbonus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Superbonus. Mostra tutti i post

07 febbraio, 2024

Superbonus: via libera anche nel 2024 al contributo a fondo perduto

Il Fisco ha recentemente confermato che le famiglie a basso reddito possono ancora richiedere il contributo a fondo perduto per il superbonus anche nel corso del 2024. Questa informazione è stata fornita in risposta a una domanda posta da un contribuente e confermata da Fisco Oggi, la pubblicazione telematica dell'Agenzia delle Entrate.

Il contributo, istituito dall'articolo 9, comma 3, del decreto-legge n. 176/2022, consiste nel fornire un sostegno finanziario ai contribuenti che hanno sostenuto spese per interventi edilizi detraibili dall'IRPEF, a condizione che soddisfino determinati requisiti reddituali.

Secondo quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate, il contributo a fondo perduto per il superbonus può essere richiesto dalle famiglie a basso reddito anche nel 2024, sulla base delle disposizioni dell'articolo 1, comma 2, del decreto legge n. 212/2023. Questo contributo è destinato ai soggetti con un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, determinato secondo specifiche modalità, e si applica alle spese sostenute per interventi edilizi dal 1° gennaio 2024 al 31 ottobre 2024, purché tali interventi abbiano raggiunto almeno il 60% di avanzamento entro il 31 dicembre 2023.

Per quanto riguarda la restituzione del contributo a fondo perduto non spettante, l'Agenzia delle Entrate ha istituito appositi codici tributo, elencati nella risoluzione n. 9/E del 29 gennaio 2024. Questi codici consentono la restituzione spontanea del contributo non dovuto, nonché il versamento degli interessi e delle sanzioni correlati, tramite il modello "F24 Versamenti con elementi identificativi" (F24 ELIDE). I codici tributo istituiti sono:

  • "8158" per la restituzione del contributo a fondo perduto (capitale);
  • "8159" per la restituzione degli interessi;
  • "8160" per la restituzione delle sanzioni.

Queste disposizioni facilitano il processo di restituzione per i contribuenti che abbiano ricevuto il contributo per errore o in eccesso.

23 gennaio, 2024

Bonus Infissi 2024: Novità e Agevolazioni per l'Efficienza Energetica

La sostituzione delle rifiniture di porte e finestre rappresenta un intervento fondamentale per migliorare l'isolamento termico e acustico degli edifici, contribuendo così all'efficienza energetica complessiva. In questo contesto, diverse agevolazioni sono state messe in atto per incentivare tali interventi. Tuttavia, molti si chiedono se il bonus infissi per il 2024 sarà diverso rispetto agli anni precedenti, e la risposta è affermativa, considerando alcuni cambiamenti nei parametri relativi ai vari bonus disponibili.

Come funziona il Bonus Infissi nel 2024?

Innanzitutto, è essenziale comprendere che il bonus infissi per il 2024 (valido fino al 31 dicembre) è accessibile non solo ai proprietari immobiliari, ma anche ai locatari, comodatari, familiari conviventi e a tutti coloro che usufruiscono dell'abitazione, purché l'immobile sia regolarmente accatastato e in regola con il pagamento delle tasse.

Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2024, non è più possibile utilizzare il bonus barriere architettoniche al 75%, come consentito nel 2022 e 2023, per la sostituzione degli infissi. La nuova versione di questo bonus si applica solo a interventi riguardanti scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, limitatamente agli edifici già esistenti. Questa agevolazione del 75%, in pratica, si concentra sull'eliminazione di ostacoli verticali.

Tuttavia, per la sostituzione degli infissi, è possibile usufruire di altre agevolazioni previste dalla legge, tra cui:

  1. Ecobonus: Detrazione fiscale del 50% per interventi di risparmio energetico, inclusa la sostituzione di infissi e serramenti, valida fino al 2024.

  2. Bonus Casa: Agevolazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia in generale, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro, valida fino al 2024.

  3. Bonus Sicurezza: Detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro, diluita in 10 anni, per l'installazione di sistemi antifurto, allarmi e persiane di sicurezza.

Quando è possibile ottenere una detrazione al 75% per la sostituzione degli infissi?

Nel 2024, la possibilità di usufruire del bonus barriere architettoniche al 75% per la sostituzione degli infissi decade. Tuttavia, alcuni contribuenti potrebbero ancora beneficiarne. A causa di ritardi nella realizzazione dei lavori, alcuni cittadini potrebbero aver stipulato contratti che prevedono uno sconto in fattura o la cessione del credito con una detrazione del 75% per la sostituzione degli infissi nel 2023, anche se i lavori non sono ancora completati.

Coloro che, entro il 29 dicembre 2023, hanno avviato i lavori, stipulato un accordo vincolante con il fornitore degli infissi, versato un acconto e presentato la richiesta del titolo abilitativo possono ancora beneficiare della detrazione al 75% e dello sconto in fattura.

Scadenza del Bonus per la Sostituzione degli Infissi

Come per molti incentivi per i lavori di efficientamento energetico, il termine per usufruire del bonus infissi nel 2024, nella sua attuale formulazione, è il 31 dicembre 2024. Per beneficiarne, è essenziale che l'intervento non comporti una nuova installazione, ma piuttosto la sostituzione di infissi preesistenti, e che i valori di trasmittanza termica finale siano inferiori o uguali a 1,75 per la zona climatica C.


  1. #BonusInfissi #SerramentiEfficienti #EcoBonusInfissi #RisparmioEnergetico #CasaSostenibile
  2. #EfficienzaEnergetica #InfissiEcologici #SostituzioneInfissi #IncentiviCasa #EcologiaResidenziale

22 gennaio, 2024

Superbonus 110%: proposte bipartisan per la riapertura dei termini

In corso un'imponente spinta bipartisan per estendere la proroga del superbonus, come evidenziato dai recenti emendamenti al decreto Salva-spese, attualmente in fase di conversione presso la commissione Finanze della Camera. Nonostante il chiaro rifiuto del ministero dell'Economia a possibili riaperture, si sta consolidando un forte impulso tra i deputati a favore di una possibile estensione.

Tre emendamenti identici al decreto Superbonus, presentati da Partito Democratico (Pd), Fratelli d'Italia (FdI) e Misto, propongono una proroga di almeno due mesi per godere della detrazione al 110% sulle spese per i condomini che, al 31 dicembre, hanno completato lavori per almeno il 70% dell'intervento complessivo. Questa norma si applicherebbe ai condomini che hanno iniziato i lavori nel 2022 e beneficiato dell'agevolazione completa nel 2023. Per coloro che hanno completato il 70% dell'intervento entro il 31 dicembre 2023, la detrazione del 110% sarebbe estesa "alle spese sostenute fino al sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione" del decreto.

Ulteriori tre emendamenti bipartisan, presentati ancora da Pd, FdI e Misto, mirano ad aumentare da 15.000 a 25.000 euro il tetto di reddito per beneficiare del contributo destinato ai "redditi bassi" per le spese sostenute tra gennaio e ottobre 2024. La condizione aggiuntiva è che al 31 dicembre 2023 lo stato di avanzamento dei lavori sia almeno del 60%.

Un altro emendamento propone di riconoscere il Superbonus completo, fino alla soglia massima di 150.000 euro, ai nuclei con figli con disabilità grave, residenti nella prima abitazione, che non hanno beneficiato delle agevolazioni Superbonus nel 2022 e 2023. Questa estensione si applicherebbe alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025, destinate all'efficientamento energetico, tecnologico e alla maggiore fruibilità della prima casa a favore delle persone con disabilità fisica, sensoriale e mentale. L'emendamento propone anche una correzione del quoziente familiare, aggiungendo un "coefficiente pari a 5" per i figli con disabilità grave.

Tra le proposte di Fratelli d’Italia c'è l'emissione di un Sal straordinario entro il 29 febbraio 2024, con la possibilità di cessione del credito o sconto in fattura anche se non si raggiunge la percentuale minima di avanzamento prevista dalla normativa (almeno il 30% dell'intervento). Un altro emendamento di FdI proroga la possibilità di beneficiare dell'aliquota maggiorata al 110% o al 90% fino al 30 giugno 2024, con alcune condizioni specifiche.

La Lega propone di usufruire del Superbonus completo, al 110%, fino al 2025 nei territori colpiti dalle alluvioni del 2022 e 2023, con dichiarazione dello stato di emergenza. Forza Italia ha invece richiesto una proroga di sei mesi delle detrazioni al 110% o al 90% per i territori della Toscana colpiti dalle avversità atmosferiche di ottobre e novembre scorsi.

  1. #Superbonus110 #EdiliziaSostenibile #Ecobonus #EfficienzaEnergetica #RistrutturazioneCasa
  2. #CasaEcologica #Sismabonus#EnergiaRinnovabile #IncentiviCasa #GreenBuilding

Superbonus: 40.000 i cantieri condominiali incompiuti per un valore di 28 miliardi

 Il dilemma legato al superbonus e ai cantieri incompiuti persiste in maniera più urgente che mai. Durante un'audizione in videoconferenza presso la Commissione Finanze della Camera riguardo al decreto-legge n. 212/2023, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha riferito che, secondo i dati del monitoraggio Enea-Mase, ci sono circa 10 miliardi di euro di lavori da completare nei condomini. Tale situazione si traduce approssimativamente in 40.000 cantieri condominiali incompiuti, coinvolgendo circa 350.000 famiglie e con un valore contrattuale stimato di 28 miliardi di euro.

L'Ance ha evidenziato il rischio che i lavori avviati potrebbero non essere portati a termine, aumentando significativamente la probabilità di decine di migliaia di dispute tra condomini e imprese. Ciò vanificherebbe gli sforzi dello Stato nel finanziare incentivi finalizzati a migliorare l'efficienza del patrimonio edilizio esistente. Il decreto Salva-spese è stato criticato dall'Associazione, che sostiene che potrebbe generare solo "scheletri urbani" con cantieri fermi e tribunali congestionati, premiando coloro che hanno ottenuto finanziamenti pubblici senza completare i lavori.

La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, ha sottolineato l'importanza di garantire una chiusura ordinata dei cantieri in corso, preservando simultaneamente l'obiettivo di miglioramento energetico e sismico degli edifici interessati.

Per assicurare una conclusione ordinata dei cantieri, l'Ance ha proposto due alternative integrate alle nuove disposizioni:

  1. Una proroga del superbonus per le spese sostenute fino al 29 febbraio 2024, mantenendo la stessa percentuale di detrazione applicata al 31 dicembre 2023 (110% o 90%, a seconda della data della delibera assembleare e della presentazione della Cilas).

  2. L'emissione di un Sal straordinario entro il 29 febbraio 2024, permettendo di includere nel superbonus al 110% (o al 90%) tutti i lavori completati entro tale data, con la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche se il Sal non raggiunge le percentuali minime previste dalla normativa (30%, 30% e 40%).

Secondo le stime dell'Ance, l'adozione di una di queste proposte consentirebbe di concludere in modo ordinato l'esperienza del superbonus, salvando circa 25.000 cantieri e più di 220.000 famiglie.

Mutuo intestato a persona diversa dal proprietario: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si tratta di acquistare un immobile, capita spesso di chiedersi se il mutuo possa essere intestato a una persona diversa dal proprie...