L'Ance ha evidenziato il rischio che i lavori avviati potrebbero non essere portati a termine, aumentando significativamente la probabilità di decine di migliaia di dispute tra condomini e imprese. Ciò vanificherebbe gli sforzi dello Stato nel finanziare incentivi finalizzati a migliorare l'efficienza del patrimonio edilizio esistente. Il decreto Salva-spese è stato criticato dall'Associazione, che sostiene che potrebbe generare solo "scheletri urbani" con cantieri fermi e tribunali congestionati, premiando coloro che hanno ottenuto finanziamenti pubblici senza completare i lavori.
La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, ha sottolineato l'importanza di garantire una chiusura ordinata dei cantieri in corso, preservando simultaneamente l'obiettivo di miglioramento energetico e sismico degli edifici interessati.
Per assicurare una conclusione ordinata dei cantieri, l'Ance ha proposto due alternative integrate alle nuove disposizioni:
Una proroga del superbonus per le spese sostenute fino al 29 febbraio 2024, mantenendo la stessa percentuale di detrazione applicata al 31 dicembre 2023 (110% o 90%, a seconda della data della delibera assembleare e della presentazione della Cilas).
L'emissione di un Sal straordinario entro il 29 febbraio 2024, permettendo di includere nel superbonus al 110% (o al 90%) tutti i lavori completati entro tale data, con la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche se il Sal non raggiunge le percentuali minime previste dalla normativa (30%, 30% e 40%).
Secondo le stime dell'Ance, l'adozione di una di queste proposte consentirebbe di concludere in modo ordinato l'esperienza del superbonus, salvando circa 25.000 cantieri e più di 220.000 famiglie.

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