02 febbraio, 2024

Valutare un immobile: guida flash

La valutazione di un immobile è un processo complesso e fondamentale, sia per chi desidera vendere o affittare una casa, sia per finalità fiscali o commerciali. Questo processo richiede un'analisi dettagliata di diversi parametri, tra cui il valore catastale e il valore di mercato, al fine di determinare con precisione il valore complessivo dell'immobile e garantire transazioni equilibrate e corrette.

Lo Scopo della Valutazione Immobiliare

La valutazione di un immobile è cruciale per diverse ragioni:

  • Compravendita: Determinare un prezzo equo per la compravendita è fondamentale per garantire una transazione equa e soddisfacente per entrambe le parti coinvolte.

  • Ipoteca: Le istituzioni finanziarie richiedono spesso una valutazione immobiliare come garanzia prima di concedere un mutuo o un prestito ipotecario, per assicurarsi che il valore dell'immobile sia congruo rispetto al finanziamento richiesto.

  • Assicurazione: Una valutazione accurata è essenziale per garantire che l'immobile sia adeguatamente assicurato e che il valore assicurato rifletta correttamente il valore di ricostruzione dell'immobile in caso di danni o perdite.

  • Successioni e Donazioni: In caso di successioni ereditarie o donazioni, la valutazione dell'immobile è necessaria per calcolare le tasse o i diritti da applicare sulla proprietà, garantendo una divisione equa del patrimonio.

  • Investimenti Immobiliari: Gli investitori utilizzano la valutazione per calcolare il potenziale rendimento di un investimento immobiliare e per valutare l'opportunità e la convenienza di un determinato acquisto.

  • Contabilità e Dichiarazione Fiscale: La valutazione può influenzare la contabilità aziendale e le dichiarazioni fiscali, determinando il valore degli asset immobiliari e l'impatto fiscale delle transazioni immobiliari.

  • Ristrutturazioni: Nel caso di progetti di ristrutturazione, la valutazione dell'immobile può essere utilizzata per determinare se l'investimento in modifiche o miglioramenti è giustificato dal valore aggiunto alla proprietà, fornendo una base razionale per decisioni di investimento.

Differenza tra Valore Catastale e Valore di Mercato

È importante distinguere tra il valore catastale e il valore di mercato di un immobile:

Il valore catastale è il valore fiscale dell'immobile, calcolato sulla base della "rendita catastale" e utilizzato per calcolare le imposte dovute durante l'acquisto. Questo valore può variare in base alla destinazione d'uso dell'immobile, se è considerato "prima casa" o "seconda casa".

Il valore di mercato rappresenta l'ammontare stimato per cui una proprietà dovrebbe essere venduta o acquistata in un dato momento storico. Questo valore è influenzato dalla domanda e dall'offerta sul mercato immobiliare e può variare significativamente nel tempo.

Metodi di Valutazione Immobiliare

Esistono diversi metodi di valutazione immobiliare, tra cui il metodo comparativo di mercato, il metodo del reddito e il metodo del costo. Ogni metodo può essere utilizzato in base alla finalità della valutazione e alle caratteristiche specifiche dell'immobile.

  • Il metodo comparativo di mercato stima il valore dell'immobile confrontando le vendite recenti di immobili simili nella stessa area.

  • Il metodo del reddito stima il valore dell'immobile in base al reddito che può generare, utilizzando il flusso di cassa atteso dall'affitto.

  • Il metodo del costo stima il valore dell'immobile valutando il costo di costruzione dell'immobile e deducendo il deprezzamento dovuto all'età e all'usura.

Formula per la Valutazione Immobiliare

La valutazione di un immobile può essere calcolata utilizzando una formula che tiene conto di diversi fattori:

=××

La superficie commerciale include la superficie calpestabile e una percentuale di balconi, giardini e terrazze. La quotazione al metro quadro è ottenuta da fonti affidabili come l'Agenzia delle Entrate, mentre i coefficienti di merito riflettono le caratteristiche e le condizioni specifiche dell'immobile, per esempio un appartamento al piano terra avrà un coefficiente di merito inferiore a quello di uno all'ultimo piano presumendo che gli elementi di disturbo siano minori, vi sia maggiore luminosità e così via. Lo stesso riguarda la vicinanza ai principali servizi come negozi, farmacie, servizi pubblici o la sicurezza della zona

La valutazione di un immobile è un processo fondamentale che richiede un'analisi approfondita e accurata per determinare con precisione il valore dell'immobile in un dato momento. Con una valutazione corretta, fornita da un professionista che si occupa di compravendite e conosce il mercato di riferimento, è possibile garantire transazioni equilibrate, assicurando una gestione efficace del patrimonio immobiliare e fornendo una base solida per decisioni di investimento e pianificazione finanziaria.

27 gennaio, 2024

Classe Energetica A4: Un Esempio di Sostenibilità e Efficienza Energetica

 Le abitazioni di classe energetica A4 costituiscono un vertice nell'ambito dell'efficienza energetica, promuovendo standard elevati che abbracciano la sostenibilità e il risparmio energetico. In questo articolo, esamineremo attentamente le caratteristiche e i requisiti che caratterizzano queste residenze all'avanguardia.


Le Diverse Classi Energetiche

Il sistema di classificazione energetica offre una misura precisa del consumo energetico di un edificio, basandosi su parametri funzionali e strutturali. Attualmente, la classe energetica A4 rappresenta l'apice di questo sistema, incarnando gli standard più elevati di efficienza energetica.

In totale, ci sono otto classi energetiche, con la A4 al vertice, seguita dalla A1 e scendendo poi dalla B alla G, quest'ultima rappresentando la categoria meno efficiente. Gli immobili classificati come A4 vantano un'elevata efficienza energetica e un consumo di energia notevolmente ridotto.

Classe Energetica A4: Caratteristiche e Requisiti

Le residenze di classe A4 si distinguono per un avanzato isolamento termico. Sia le pareti, i pavimenti che i tetti sono concepiti per minimizzare le dispersioni di calore, garantendo un ambiente interno confortevole. Materiali come polistirene, lana di roccia e fibra di legno dominano il panorama dell'isolamento dei muri perimetrali.

Infissi ad Alto Rendimento Energetico

Gli infissi, come finestre e porte, sono appositamente progettati per massimizzare l'efficienza energetica. Vetri doppi o tripli e telai isolanti contribuiscono a ridurre al minimo la dispersione termica, assicurando un controllo termico ottimale.

Sistemi di Ventilazione Meccanica

Le case di classe A4 adottano comunemente sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC). Questi sistemi garantiscono un costante ricambio d'aria senza sprechi energetici eccessivi.

Utilizzo di Fonti di Energia Rinnovabile

La riduzione degli sprechi si sposa con la produzione sostenibile di energia nelle case di classe A4. Spesso, queste abitazioni integrano fonti di energia rinnovabile, come pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria o impianti fotovoltaici per la generazione di elettricità. Questa combinazione di tecnologie avanzate rende le case di classe A4 un modello di sostenibilità e risparmio energetico nel panorama immobiliare contemporaneo.

26 gennaio, 2024

Edifici Ante '67: Conformità Urbanistica e Titoli Edilizi - Cosa Sapere


La convinzione comune che gli immobili costruiti prima del 1967 siano automaticamente esenti da vincoli edilizi è, in realtà, più complessa di quanto si pensi. La definizione di "immobile ante 1967" è spesso associata a una presunta libertà da obblighi urbanistici più recenti, ma è davvero così?



Conformità Urbanistica Ante 1967: Cosa Significa?

La dicitura "immobile ante 1967" identifica edifici costruiti o ristrutturati prima dell'entrata in vigore della Legge Ponte 765 del 1967. Questa legge ha introdotto l'obbligo del piano regolatore e del regolamento edilizio su tutto il territorio nazionale, portando alla sospensione o demolizione delle opere edili eseguite senza licenza o in contrasto con la pianificazione urbanistica.

La Complessità della Legittimità degli Immobili Ante 1967

Nonostante l'opinione diffusa che tali immobili siano esenti da vincoli edilizi, la realtà è più articolata. Anche molti di questi edifici richiedono la verifica della loro legittimità, anche in assenza di un titolo abitativo. È necessario documentarne lo stato di legittimità raccogliendo informazioni catastali di primo impianto e altri documenti, come estratti cartografici, che ne possano attestare la conformità.

Significato di "Immobile Ante 1967"

Quando si esplora il mercato immobiliare alla ricerca di una nuova abitazione, è comune incontrare la dicitura "immobile ante 1967". Questa indicazione si riferisce a edifici costruiti o ristrutturati prima dell'entrata in vigore della Legge Ponte 765 del 1967.

Il Percorso della Legge Ponte del 1967

Per comprendere se gli immobili ante 1967 sono davvero esenti da titoli edilizi, occorre fare un passo indietro e analizzare la normativa precedente alla Legge Ponte del 1967. Prima di questa legge, la gestione della legittimità degli immobili era regolamentata dalla Legge 1150 del 1942. Quest'ultima richiedeva la licenza edilizia solo per gli immobili nei centri abitati, dove esisteva una pianificazione comunale effettiva. La situazione ha comportato l'esistenza di aree comunali esenti dalla pianificazione urbanistica.

Con l'entrata in vigore della Legge Ponte del 1967, l'obbligo del piano regolatore è stato esteso su tutto il territorio nazionale, rendendo obbligatoria la richiesta di autorizzazione comunale per gli interventi edilizi. Questo ha introdotto il certificato di conformità urbanistica, che attesta la regolarità strutturale e l'aderenza al progetto depositato in Comune.

Obblighi per Gli Immobili Ante 1967 e Conformità Urbanistica

Nonostante l'idea comune che gli immobili ante 1967 siano esenti da norme edilizie recenti, è necessario verificare la legittimità di tali edifici anche quando sono stati costruiti in periodi privi dell'obbligo di licenza edilizia. È inoltre fondamentale dimostrare eventuali condoni ottenuti, come quello introdotto con la Legge 47 del 1985, che ha consentito la sanatoria a seguito del pagamento di un'oblazione.

Come Dimostrare la Costruzione Ante 1967

Per verificare la legittimità degli immobili ante 1967, è essenziale dimostrare la data di edificazione. È possibile farlo attraverso la planimetria catastale e altri documenti, come riprese fotografiche, estratti cartografici, atti pubblici o privati che attestino il periodo di costruzione. È importante sottolineare che la data di edificazione non basta a garantire l'assenza di titoli edilizi, e occorre verificare la presenza di regolamenti edilizi comunali.

Dichiarazione Ante 1967

Quando un immobile è esente da titoli edilizi, è necessario presentare la dichiarazione ante 1967. Questa dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio, o autocertificazione, attesta che l'edificio è stato costruito prima del settembre 1967 in aree senza obbligo di licenza. È responsabilità del proprietario o dei suoi eredi produrre questa dichiarazione, che può essere redatta dal notaio, verificando e allegando tutta la documentazione di prova disponibile.

Abitabilità e Agibilità degli Immobili Ante 1967

Contrariamente a una convinzione errata, gli immobili ante 1967 non sono esentati dall'obbligo di abitabilità e agibilità. La Legge Ponte del 1967 non si concentra direttamente su questi aspetti, ma sull'obbligo della licenza edilizia e della conformità urbanistica. Le licenze di abitabilità e agibilità risalgono almeno al 1934 e sono obbligatorie per gli immobili costruiti tra il 1934 e il 1967.

Per garantire la conformità degli immobili ante 1967, è consigliabile affidarsi a un notaio per ottenere tutta la documentazione necessaria, considerando anche il Testo Unico sull'Edilizia del 2003 che disciplina l'obbligo di abitabilità e agibilità in determinate situazioni. 

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23 gennaio, 2024

Bonus Infissi 2024: Novità e Agevolazioni per l'Efficienza Energetica

La sostituzione delle rifiniture di porte e finestre rappresenta un intervento fondamentale per migliorare l'isolamento termico e acustico degli edifici, contribuendo così all'efficienza energetica complessiva. In questo contesto, diverse agevolazioni sono state messe in atto per incentivare tali interventi. Tuttavia, molti si chiedono se il bonus infissi per il 2024 sarà diverso rispetto agli anni precedenti, e la risposta è affermativa, considerando alcuni cambiamenti nei parametri relativi ai vari bonus disponibili.

Come funziona il Bonus Infissi nel 2024?

Innanzitutto, è essenziale comprendere che il bonus infissi per il 2024 (valido fino al 31 dicembre) è accessibile non solo ai proprietari immobiliari, ma anche ai locatari, comodatari, familiari conviventi e a tutti coloro che usufruiscono dell'abitazione, purché l'immobile sia regolarmente accatastato e in regola con il pagamento delle tasse.

Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2024, non è più possibile utilizzare il bonus barriere architettoniche al 75%, come consentito nel 2022 e 2023, per la sostituzione degli infissi. La nuova versione di questo bonus si applica solo a interventi riguardanti scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, limitatamente agli edifici già esistenti. Questa agevolazione del 75%, in pratica, si concentra sull'eliminazione di ostacoli verticali.

Tuttavia, per la sostituzione degli infissi, è possibile usufruire di altre agevolazioni previste dalla legge, tra cui:

  1. Ecobonus: Detrazione fiscale del 50% per interventi di risparmio energetico, inclusa la sostituzione di infissi e serramenti, valida fino al 2024.

  2. Bonus Casa: Agevolazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia in generale, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro, valida fino al 2024.

  3. Bonus Sicurezza: Detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro, diluita in 10 anni, per l'installazione di sistemi antifurto, allarmi e persiane di sicurezza.

Quando è possibile ottenere una detrazione al 75% per la sostituzione degli infissi?

Nel 2024, la possibilità di usufruire del bonus barriere architettoniche al 75% per la sostituzione degli infissi decade. Tuttavia, alcuni contribuenti potrebbero ancora beneficiarne. A causa di ritardi nella realizzazione dei lavori, alcuni cittadini potrebbero aver stipulato contratti che prevedono uno sconto in fattura o la cessione del credito con una detrazione del 75% per la sostituzione degli infissi nel 2023, anche se i lavori non sono ancora completati.

Coloro che, entro il 29 dicembre 2023, hanno avviato i lavori, stipulato un accordo vincolante con il fornitore degli infissi, versato un acconto e presentato la richiesta del titolo abilitativo possono ancora beneficiare della detrazione al 75% e dello sconto in fattura.

Scadenza del Bonus per la Sostituzione degli Infissi

Come per molti incentivi per i lavori di efficientamento energetico, il termine per usufruire del bonus infissi nel 2024, nella sua attuale formulazione, è il 31 dicembre 2024. Per beneficiarne, è essenziale che l'intervento non comporti una nuova installazione, ma piuttosto la sostituzione di infissi preesistenti, e che i valori di trasmittanza termica finale siano inferiori o uguali a 1,75 per la zona climatica C.


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22 gennaio, 2024

Superbonus 110%: proposte bipartisan per la riapertura dei termini

In corso un'imponente spinta bipartisan per estendere la proroga del superbonus, come evidenziato dai recenti emendamenti al decreto Salva-spese, attualmente in fase di conversione presso la commissione Finanze della Camera. Nonostante il chiaro rifiuto del ministero dell'Economia a possibili riaperture, si sta consolidando un forte impulso tra i deputati a favore di una possibile estensione.

Tre emendamenti identici al decreto Superbonus, presentati da Partito Democratico (Pd), Fratelli d'Italia (FdI) e Misto, propongono una proroga di almeno due mesi per godere della detrazione al 110% sulle spese per i condomini che, al 31 dicembre, hanno completato lavori per almeno il 70% dell'intervento complessivo. Questa norma si applicherebbe ai condomini che hanno iniziato i lavori nel 2022 e beneficiato dell'agevolazione completa nel 2023. Per coloro che hanno completato il 70% dell'intervento entro il 31 dicembre 2023, la detrazione del 110% sarebbe estesa "alle spese sostenute fino al sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione" del decreto.

Ulteriori tre emendamenti bipartisan, presentati ancora da Pd, FdI e Misto, mirano ad aumentare da 15.000 a 25.000 euro il tetto di reddito per beneficiare del contributo destinato ai "redditi bassi" per le spese sostenute tra gennaio e ottobre 2024. La condizione aggiuntiva è che al 31 dicembre 2023 lo stato di avanzamento dei lavori sia almeno del 60%.

Un altro emendamento propone di riconoscere il Superbonus completo, fino alla soglia massima di 150.000 euro, ai nuclei con figli con disabilità grave, residenti nella prima abitazione, che non hanno beneficiato delle agevolazioni Superbonus nel 2022 e 2023. Questa estensione si applicherebbe alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025, destinate all'efficientamento energetico, tecnologico e alla maggiore fruibilità della prima casa a favore delle persone con disabilità fisica, sensoriale e mentale. L'emendamento propone anche una correzione del quoziente familiare, aggiungendo un "coefficiente pari a 5" per i figli con disabilità grave.

Tra le proposte di Fratelli d’Italia c'è l'emissione di un Sal straordinario entro il 29 febbraio 2024, con la possibilità di cessione del credito o sconto in fattura anche se non si raggiunge la percentuale minima di avanzamento prevista dalla normativa (almeno il 30% dell'intervento). Un altro emendamento di FdI proroga la possibilità di beneficiare dell'aliquota maggiorata al 110% o al 90% fino al 30 giugno 2024, con alcune condizioni specifiche.

La Lega propone di usufruire del Superbonus completo, al 110%, fino al 2025 nei territori colpiti dalle alluvioni del 2022 e 2023, con dichiarazione dello stato di emergenza. Forza Italia ha invece richiesto una proroga di sei mesi delle detrazioni al 110% o al 90% per i territori della Toscana colpiti dalle avversità atmosferiche di ottobre e novembre scorsi.

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Superbonus: 40.000 i cantieri condominiali incompiuti per un valore di 28 miliardi

 Il dilemma legato al superbonus e ai cantieri incompiuti persiste in maniera più urgente che mai. Durante un'audizione in videoconferenza presso la Commissione Finanze della Camera riguardo al decreto-legge n. 212/2023, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha riferito che, secondo i dati del monitoraggio Enea-Mase, ci sono circa 10 miliardi di euro di lavori da completare nei condomini. Tale situazione si traduce approssimativamente in 40.000 cantieri condominiali incompiuti, coinvolgendo circa 350.000 famiglie e con un valore contrattuale stimato di 28 miliardi di euro.

L'Ance ha evidenziato il rischio che i lavori avviati potrebbero non essere portati a termine, aumentando significativamente la probabilità di decine di migliaia di dispute tra condomini e imprese. Ciò vanificherebbe gli sforzi dello Stato nel finanziare incentivi finalizzati a migliorare l'efficienza del patrimonio edilizio esistente. Il decreto Salva-spese è stato criticato dall'Associazione, che sostiene che potrebbe generare solo "scheletri urbani" con cantieri fermi e tribunali congestionati, premiando coloro che hanno ottenuto finanziamenti pubblici senza completare i lavori.

La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, ha sottolineato l'importanza di garantire una chiusura ordinata dei cantieri in corso, preservando simultaneamente l'obiettivo di miglioramento energetico e sismico degli edifici interessati.

Per assicurare una conclusione ordinata dei cantieri, l'Ance ha proposto due alternative integrate alle nuove disposizioni:

  1. Una proroga del superbonus per le spese sostenute fino al 29 febbraio 2024, mantenendo la stessa percentuale di detrazione applicata al 31 dicembre 2023 (110% o 90%, a seconda della data della delibera assembleare e della presentazione della Cilas).

  2. L'emissione di un Sal straordinario entro il 29 febbraio 2024, permettendo di includere nel superbonus al 110% (o al 90%) tutti i lavori completati entro tale data, con la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche se il Sal non raggiunge le percentuali minime previste dalla normativa (30%, 30% e 40%).

Secondo le stime dell'Ance, l'adozione di una di queste proposte consentirebbe di concludere in modo ordinato l'esperienza del superbonus, salvando circa 25.000 cantieri e più di 220.000 famiglie.

18 gennaio, 2024

Il mutuo a tasso fisso diventa più conveniente: vediamo come

Il mutuo a tasso fisso diventa più conveniente e le rate iniziano a scendere dopo le corse al rialzo degli ultimi mesi del 2023. La previsione è che con il nuovo corso intrapreso dalle banche centrali che hanno allentato la stretta monetaria, il costo dei mutui possa continuare a decrescere.


La riduzione dei tassi reali dei mutui registrata nel mese di dicembre rispecchia le attese dei mercati riguardo una pausa ai rialzi del costo del denaro, decisa dalle banche centrali nelle riunioni degli ultimi mesi dell’anno”, spiegano gli esperti del gruppo Bnl Bnp Paribas. C’è prudenza rispetto a una riduzione dei tassi nel breve termine “poiché la strategia in termini di riduzione dell’inflazione non è ancora giunta completamente a termine”.

Tassi di Interesse in Europa:

Negli ultimi mesi, i tassi di interesse per i mutui in Europa sono saliti al 4,5% in poco più di un anno.

L'inflazione in diminuzione e il rallentamento dell'economia potrebbero spingere la Banca centrale europea a ridurre i tassi.

Gli analisti prevedono il primo taglio di 25 punti base a marzo, seguito da ulteriori tagli a giugno e nella seconda metà del 2024.

Mutui a Tasso Fisso:

Il tasso fisso è diventato più conveniente, con una tendenza al ribasso delle rate.

Il tasso interbancario di riferimento (Eurirs) utilizzato per i mutui a tasso fisso sta diminuendo, contribuendo a ridurre i costi dei prestiti.

Le prospettive indicano la possibilità di ulteriori riduzioni dei tassi di interesse.

Mutui a Tasso Variabile:

L'indice Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile, non mostra attualmente variazioni significative.

Simulazione di Risparmio sui Mutui:

Le simulazioni effettuate da Facile.it per conto del quotidiano Il Messaggero indicano che il miglior tasso fisso disponibile per un mutuo da 126.000 euro in 25 anni è al 3,36%, con una rata di 600,13 euro al mese.

Rispetto a tre mesi fa, chi stipula un mutuo a tasso fisso oggi può risparmiare circa il 10% sulla rata mensile.

Il risparmio su un periodo di 25 anni può arrivare a 18.858 euro.

Il Giornale riporta riporta invece i calcoli dell’ufficio studi di Telemutuo: considerando un finanziamento da 100mila euro, con il tasso fisso per i mutui slittato dal 3,67% al 3,05%, si va verso una rata mensile ridotta di 31,63 euro a 20 anni e ridotta di 33,28 euro a 30 anni. A fine ammortamento il risparmio è compreso tra 7.951 e 11.980 euro.

Tassi Fissi Medi e Risparmio:

I tassi fissi medi si attestano intorno al 3,5%, con una rata media di 630 euro.

Rispetto a ottobre, quando i tassi erano al 4%, il risparmio mensile è di quasi 40 euro, con un risparmio complessivo di 11.400 euro alla fine del finanziamento.

Effetto sui Settori Immobiliare e dei Prestiti:

L'abbassamento dei tassi di interesse potrebbe influenzare positivamente il settore immobiliare e il mercato dei prestiti che potrebbe portare a un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse, rendendo i mutui più convenienti per i consumatori. Di conseguenza, una possibile ripresa (per quanto prudente) del mercato immobiliare. 

Mutuo intestato a persona diversa dal proprietario: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si tratta di acquistare un immobile, capita spesso di chiedersi se il mutuo possa essere intestato a una persona diversa dal proprie...