19 dicembre, 2023

Intelligenza Artificiale e mutui: quale futuro?

 

L'evoluzione delle tecnologie basate sull'intelligenza artificiale (IA) sta influenzando significativamente il settore finanziario, in particolare per quanto riguarda la valutazione del credito e l'erogazione dei mutui. Attualmente, sono in atto diverse dinamiche che potrebbero vedere i chatbot o sistemi automatici assumere un ruolo sempre più centrale nella decisione di concedere un mutuo.

Le agenzie di credito, come Crif o Experian, costituiscono la base informativa per la storia creditizia dei richiedenti, ma l'innovazione è guidata da sistemi avanzati di credit scoring basati sull'IA. Aziende di rilievo nel settore informatico, tra cui Sas e Reply, offrono soluzioni di credit scoring alimentate da intelligenza artificiale.

Il recente accordo tra il Parlamento e il Consiglio europeo sull'Artificial Intelligence Act indica un crescente interesse normativo nel garantire i diritti fondamentali dei cittadini in relazione all'uso dell'IA nel settore finanziario. La commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha sollevato preoccupazioni riguardo all'eccessivo ricorso a modelli automatici nel processo di erogazione dei mutui, evidenziando il rischio di discriminazioni. Già nel 2022 la Vestager aveva infatti dichiarato: "vogliamo tecnologie sicure che servano alle persone e che rispettino i nostri diritti e valori, anche quando siamo online, e vogliamo che tutti abbiano la possibilità di svolgere un ruolo attivo nelle nostre società sempre più digitalizzate."

L'attenzione della commissaria europea riguardo l'influenza della tecnologia nelle nostre vite è quindi sempre stata alta e la dinamicità che caratterizza l'evolversi dell'Intelligenza Artificiale necessita, oggi più che mai, di una vigilanza costante a causa delle numerose e spesso sottovalutate (se non ignote) variabili che la caratterizzano.

L'utilizzo dell'IA nei modelli di credit scoring, ad esempio, può portare a situazioni di discriminazione, come evidenziato da alcuni casi negli Stati Uniti. L'IA potrebbe infatti basare la valutazione del richiedente su informazioni come il codice di avviamento postale, attribuendo punteggi inferiori a coloro che risiedono in quartieri finanziariamente considerati "meno affidabili" a dispetto delle caratteristiche del singolo. Altri scenari estremi potrebbero coinvolgere l'analisi del comportamento online del richiedente, inclusi i social media sui quali ormai si scrive di tutto.

Uno studio condotto dalla Banca d'Italia su dieci banche e istituti finanziari italiani ha rivelato che, sebbene l'uso dell'IA nella valutazione del rischio di credito non sia ancora estensivo, è in crescita. Gli algoritmi vengono impiegati principalmente nella fase di concessione (58%) e nel monitoraggio dei crediti (26%).

Dal punto di vista normativo, attualmente non esistono disposizioni specifiche sull'utilizzo dell'IA nel settore finanziario, ma l'espansione di questa tecnologia è evidente. Anche grandi attori come Google stanno proponendo soluzioni basate sull'IA per semplificare il processo di erogazione dei mutui, dato da non sottovalutare assolutamemente.

Rimane comunque l'attuale stretta creditizia decisa dalla Banca Centrale Europea che ha determinato una contrazione del 29% nell'erogazione di mutui nel 2023 rispetto al 2022, creando sfide aggiuntive per i richiedenti, indipendentemente dall'adozione dell'IA. Stiamo a vedere...

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