Lo stato di salute del mercato immobiliare italiano ha mostrato una stabilità sorprendente, evidenziata dalla quasi assenza di variazioni nei prezzi delle case nel breve e lungo periodo. Nel confronto tra il secondo e il terzo trimestre del 2023 e nell'arco degli ultimi dieci anni, la differenza positiva è stata minima, registrando solo lo 0,18%.
Questa tendenza è il risultato di un decennio caratterizzato da una ripresa economica, seguita dall'urgenza della pandemia di Covid e, infine, dall'aumento dell'inflazione, un fenomeno che non si verificava così marcatamente dagli anni '80. La crisi demografica, con il suo peso significativo nel settore immobiliare, ha accelerato durante questi dieci anni, iniziando a produrre i suoi effetti.
Tuttavia, non si deve fraintendere la stagnazione dei prezzi come un'immobilità assoluta. La variazione dello 0,18% nasce da almeno tre fasi distintive:
La prima fase, iniziata con la crisi del 2008/2009, ha portato a un crollo dei valori immobiliari che si è protratto almeno fino al 2015.
La seconda fase è caratterizzata da un periodo di relativa calma fino all'emergenza Covid del 2020, con piccole oscillazioni e il raggiungimento dei valori minimi nel 2019.
La terza fase, dal 2020 a oggi, ha visto un aumento dei prezzi, riportandoli esattamente ai livelli del 2013. Questo incremento è stato guidato dall'inflazione e dagli incentivi statali post-pandemia.
Attualmente, sembra che anche questa fase stia esaurendosi, evidenziato dall'assenza di
un aumento dei prezzi tra la primavera e l'estate del 2023, mentre l'inflazione è in discesa,
anche se il suo andamento rimane più mobile di quello del mercato immobiliare. Il delta tra il
costo della vita e la variazione del prezzo degli immobili è rimasto una costante dell’ultimo
decennio durante il quale l’inflazione è stata quasi sempre superiore alla crescita del
valore delle case che, in termini reali, dal 2013 ad oggi è sceso di oltre il 15%.
Un elemento distintivo è la differenza tra il mercato delle abitazioni nuove e quello delle case già esistenti. Le nuove abitazioni, meno numerose ma più ambite anche per questioni attinenti al risparmio energetico, hanno registrato un aumento del 16,41% negli ultimi dieci anni, pur rimanendo al di sotto del tasso di inflazione. Al contrario, le abitazioni già esistenti hanno subito una diminuzione del 3,72% in dieci anni, con un modesto aumento dello 0,5% negli ultimi 12 mesi.
Una nota di interesse è rappresentata dalla situazione di Milano, dove il mercato immobiliare si discosta dalla tendenza nazionale. Nel capoluogo lombardo, i prezzi delle abitazioni esistenti sono aumentati del 49,1% in dieci anni, superando di gran lunga l'incremento del 29,5% delle abitazioni nuove. Milano si presenta come un'eccezione, con una domanda che supera l'offerta anche nel settore delle abitazioni già esistenti, diventate ancor più appetibili nel tempo grazie a prezzi iniziali più accessibili.

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